Doveva essere la sua partita, quella del cuore diviso a metà, e invece Giovanni Bonfanti stasera sarà solo uno spettatore – e probabilmente nemmeno troppo interessato – della sfida tra Pisa e Atalanta. Il difensore centrale, cresciuto a Zingonia, è finito ai margini del progetto tecnico di Alberto Gilardino e la sua avventura in Toscana è virtualmente conclusa, dettata da logiche economiche ancor prima che tecniche.

IL NODO DEL RISCATTO - Dietro l'esclusione dai titolari e dalle rotazioni c'è una precisa strategia societaria del club nerazzurro toscano. L'accordo stipulato in estate prevedeva un obbligo di riscatto fissato a 6 milioni di euro, ma condizionato al raggiungimento di un determinato numero di presenze. Una soglia che non è stata ancora raggiunta e che, a questo punto, non verrà raggiunta: il Pisa ha deciso di non schierarlo più per evitare che scatti l'automatismo dell'acquisto.

RITORNO E RIPARTENZA - Di fatto, Bonfanti continua ad essere un patrimonio dell'Atalanta. Con la porta del Pisa ormai sbarrata, la dirigenza orobica è al lavoro per trovare una soluzione immediata in questa sessione di mercato, per evitare che il ragazzo perda sei mesi di gioco. La soluzione più calda porta in Liguria: lo Spezia si sta muovendo con decisione per il difensore. L'operazione converrebbe a tutti: al giocatore per ritrovare il campo, all'Atalanta per valorizzare l'asset e al Pisa per liberare uno slot.

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Sezione: Calciomercato / Data: Ven 16 gennaio 2026 alle 08:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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