Ci sono voluti ventitré anni, ma il vivaio dell'Atalanta è tornato a brillare sotto i riflettori di un Campionato Europeo azzurro. Domenica sera al Lilleküla Stadium di Tallinn, Francesco Gasparello e Marcello Fugazzola — mezzala e attaccante leva 2009, entrambi cresciuti a Zingonia — hanno conquistato la medaglia d'oro con la Nazionale Under 17, trascinando l'Italia al titolo continentale contro il Belgio ai calci di rigore. L'ultima volta che due ragazzi del settore giovanile nerazzurro erano riusciti nell'impresa con una Nazionale under azzurra era stato nell'Europeo U19 del 2003, quando Giampaolo Pazzini, Mauro Belotti, Gabriele Perico e Simone Padoin avevano festeggiato il titolo. Curiosità nella curiosità: in quella squadra militava anche Raffaele Palladino, talento di scuola Juventus all'epoca, che proprio Gian Piero Gasperini aveva scovato da promettente esterno del Benevento nei Giovanissimi.

LA FINALE - La notte di Tallinn ha avuto in Fugazzola il suo protagonista assoluto: entrato dalla panchina, l'attaccante ha siglato il rigore del pareggio al 91' — quando tutto sembrava perduto dopo il gol belga all'85' — e poi ha trasformato il primo penalty nella serie finale, quella decisiva per l'oro. Un rendimento da capocannoniere del torneo, peraltro: due gol complessivi nella manifestazione, pur avendo giocato da titolare in una sola delle cinque partite della fase finale. Gasparello, invece, era partito dall'inizio, reggendo da titolare per un'ora in una finale di categoria dal peso specifico enorme.

LA VOCE DI CHI LI HA SEGUITI - Giancarlo Finardi, vice-responsabile del settore giovanile e figura storica del vivaio nerazzurro, ha le parole giuste per entrambi ai microfoni de L'Eco di Bergamo. Su Marcello Fugazzola: «Ha qualità sia tecniche sia fisiche, è stato aggregato nonostante avesse avuto un infortunio che gli ha fatto perdere qualche partita con noi». Su Francesco Gasparello, arrivato dal Padova nell'estate del 2023: «Negli anni ha dimostrato grande applicazione, anche cambiando spesso categoria durante la stagione. Abbina bene qualità e quantità e ha bisogno di ritmo gara: per lui è importante giocare». Finardi si sofferma poi sul significato più profondo del risultato: «La cosa che fa più piacere è che si spera possa essere solo l'inizio di un percorso. Giocare queste partite internazionali può aiutarli a essere ancora migliori, a patto che questo porti in loro ancora più voglia di essere a disposizione della squadra».

LA PAROLA AL LORO ALLENATORE - Entrambi i ragazzi sono stati allenati da Roberto Previtali, ex centrocampista dell'AlbinoLeffe dei miracoli, poi per sei stagioni alla guida delle selezioni Under 14 e Under 15 nerazzurre. Le sue parole coniugano soddisfazione e lucidità: «Stupito dalla freddezza di Fugazzola? No, Marcello ha sempre saputo prendersi delle responsabilità e calcia bene con il suo sinistro. Francesco, pur essendo un ragazzo con qualità tecniche importanti, ha una spiccata attitudine al sacrificio: si allena sempre benissimo. Sono felice per loro, che hanno gran parte del merito, e grato di aver fatto parte del loro percorso». Previtali guarda già avanti con misura: «Credo che la prima cosa sia la crescita del giocatore, e che nel settore giovanile il risultato sia una conseguenza. Mi auguro che possano centrare l'obiettivo di debuttare in Serie A con l'Atalanta».

UN MONITO SUL CALCIO GIOVANILE - L'ex tecnico non risparmia una riflessione più ampia sul sistema: «Sui talenti italiani non sono così negativo: penso ci sia ancora qualità, forse la difficoltà sta nel fare l'ultimo passo prima di arrivare in prima squadra. Ci vorrebbe un po' di equilibrio sul tema, e non far dipendere tutto dal risultato di una partita che non ci ha portato ai Mondiali». Parole che suonano come un invito alla coerenza: la medaglia d'oro di Tallinn è un segnale importante, ma il vero banco di prova arriverà quando Gasparello e Fugazzola busseranno alla porta della prima squadra.

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Sezione: Giovanili / Data: Mar 09 giugno 2026 alle 09:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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