C'è un'Italia che vince, e lo fa partendo dal basso. Mentre il calcio dei grandi fatica a ritrovarsi, la Nazionale Under 17 guidata da Daniele Franceschini torna dall'Estonia con la Coppa dell'Europeo di categoria tra le mani: gli azzurrini hanno battuto il Belgio ai calci di rigore nella finale disputata al Lilleküla Stadium di Tallinn, laureandosi campioni d'Europa per la seconda volta in tre anni. L'eroe della serata porta il nome di Christian Lupo, il portiere del Lecce che ha già incassato i complimenti del suo club e che in questo torneo ha fermato più rigori di quanti ne servissero per spiegare quanto vale.

IL CT E IL PERCORSO - Dietro al trionfo c'è la mano di un allenatore cresciuto tra le giovanili della Lazio — club in cui era maturato anche da calciatore, prima di vestire le maglie di Chievo e Sampdoria tra le altre — che alla sua prima stagione sulla panchina dell'Under 17 ha costruito un gruppo coeso, capace di superare la fase a gironi da imbattuto e di battere la Spagna campione in carica in semifinale. Franceschini ha trovato risorse ovunque, dai titolari alle seconde linee, e il risultato finale è la fotografia più nitida del lavoro svolto. Ma chi sono i ragazzi che hanno scritto questa pagina di storia? Di seguito il quadro completo della rosa, club per club.

PORTIERI - In porta Christian Lupo (Lecce), il para-rigori che ha deciso le sorti del torneo, affiancato da Emanuele Giaretta (Juventus).

DIFENSORI - Il reparto arretrato conta otto elementi: Giampaolo Bonifazi e Lorenzo Dattilo (Roma), Djibril Diallo e Ludovico Varali (Parma), Andrea Donato, Edoardo Dario Rocca e Lorenzo Puricelli (Inter), Matteo Albini (Como). Una retroguardia che nel torneo ha concesso pochissimo, riflesso diretto della solidità costruita da Franceschini.

CENTROCAMPISTI - A centrocampo spicca il capitano Edoardo Biondini (Empoli), al fianco di Francesco Ballarin (Venezia) e di due nerazzurri che hanno portato il marchio di Zingonia fino alla finale continentale: Francesco Gasparello (Atalanta) e il compagno di vivaio Marcello Fugazzola, schierato però tra gli attaccanti. Il quarto elemento della mediana è Gianluca Okon (Club NXT, Belgio): figlio dell'ex calciatore di Fiorentina e Lazio Paul Okon, nato a Sydney, è l'unico elemento della rosa a militare in un club straniero. Per lui la finale contro il Belgio aveva un sapore particolare: dall'altra parte del campo c'era anche un suo compagno di club.

ATTACCANTI - Il reparto offensivo è il più affollato e il più prolifico. Francesco Gasparello si conferma elemento prezioso dell'Atalanta, mentre davanti spazio a Thomas Corigliano e Marcello Fugazzola (entrambi con la maglia della Juventus, il primo, e dell'Atalanta il secondo), Jacopo Landi, Diego Perillo (entrambi dell'Empoli), Federico Croci (Fiorentina) e Tommaso Casagrande (Hellas Verona). Marcello Fugazzola, in particolare, è considerato tra i profili più interessanti dell'intera generazione nerazzurra: un attaccante moderno, con il gol nel sangue e margini di crescita che il vivaio di Zingonia sta già sfruttando con pazienza e metodo.

IL MESSAGGIO AL MOVIMENTO - In un momento in cui il calcio italiano senior stenta a trovare continuità di risultati sul piano internazionale, questi ragazzi consegnano al movimento una risposta concreta: il lavoro nelle accademie dei club esiste, produce talento, e quando viene messo nelle mani giuste — uno staff capace, un ambiente sano, un progetto tecnico coerente — genera campioni. Non è poco. È, anzi, la migliore notizia che il calcio azzurro potesse ricevere in questo momento.

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Sezione: Italia / Data: Dom 07 giugno 2026 alle 23:06
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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