Il boato della New Balance Arena vibra ancora nell'aria quando Marten de Roon si presenta davanti alle telecamere per scolpire a parole le emozioni di una giornata storica. Il centrocampista, appena diventato il giocatore con più presenze nell'intera epopea dell'Atalanta, ha aperto il suo cuore, raccontando il vortice di sentimenti provato in una domenica in cui la celebrazione del record personale si è fusa alla perfezione con la sofferta ma vitale vittoria contro l'Hellas Verona.

L'OMAGGIO DEL POPOLO E IL RECORD STORICO - Il traguardo delle 436 battaglie in maglia nerazzurra ha fatto vacillare persino la proverbiale freddezza del mediano. L'ingresso in campo è stato un colpo al cuore, impreziosito da una scenografia mozzafiato che la curva ha voluto dedicargli. – come confidato ai microfoni di Dazn il recordman ha ammesso di aver faticato a gestire l'impatto emotivo: «Appena ho messo piede sul prato verde mi sono emozionato tantissimo ammirando lo spettacolo della coreografia. Subito dopo, però, ho dovuto resettare tutto per concentrarmi sulla delicata partita che ci attendeva. Voglio dire un grazie immenso ai ragazzi, ai tifosi e alla mia famiglia che non mi ha mai fatto mancare il proprio sostegno. Raggiungere questo numero di presenze è un traguardo pazzesco e spero davvero di poterne sommare ancora un bel po'».

SUDORE E UMILTÀ, LA RICETTA OROBICA - Il segreto di una simbiosi così duratura affonda le radici in una profonda affinità d'animo. L'olandese incarna alla perfezione lo spirito incrollabile del territorio che lo ha adottato un decennio fa. «Sono un ragazzo semplice e umile, la gente bergamasca mi ha accolto e abbracciato fin dal primo giorno», ha spiegato il leader del centrocampo, sottolineando come la mentalità lavoratrice sia il vero collante di questo rapporto. «Come amano ripetere i nostri sostenitori, io garantisco sempre la maglia bagnata di sudore. È proprio questo viscerale attaccamento ai colori che, anno dopo anno, ci ha spinto a raggiungere traguardi enormi».

LA VOLATA CHAMPIONS E IL FATTORE SOSTA - L'adrenalina dei festeggiamenti non distoglie l'attenzione dalle impellenti ambizioni stagionali. La truppa plasmata da Raffaele Palladino è attesa da un finale di campionato letteralmente incandescente. La rincorsa verso un pass per la massima competizione europea non ammette cali di tensione: «Il cammino in campionato si confermerà difficilissimo fino alla fine. Oggi ho visto l'ottima prestazione del Como e so bene che sarà dura. Il nostro obiettivo primario resta l'ingresso in Europa e chiudere al meglio il torneo. Oggi abbiamo sofferto parecchio contro il Verona, ma ciò che conta era portare a casa la vittoria. Adesso sfrutteremo la sosta per riposare, dopodiché torneremo a battagliare su ogni pallone per le ultime e decisive partite».

L'ALBUM DEI RICORDI E L'EUROPA DELLE GRANDI - Riavvolgere il nastro di una carriera vissuta a mille all'ora significa sfogliare un album denso di istanti memorabili. Interrogato sulle istantanee più preziose vissute in Lombardia, il condottiero non ha avuto dubbi: «Il momento in cui abbiamo centrato la primissima qualificazione in Champions League resta incancellabile, così come è impressa a fuoco la notte magica della vittoria in Europa League. Ma porto nel cuore anche l'enorme privilegio di aver giocato in stadi epici a Manchester, Barcellona, Madrid e Liverpool. Di ricordi meravigliosi ce ne sono davvero infiniti».

Una favola moderna in cui le statistiche passano quasi in secondo piano di fronte allo spessore umano di un leader assoluto, ormai indiscusso custode dell'anima atalantina.

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Sezione: Primo Piano / Data: Dom 22 marzo 2026 alle 19:15
Autore: Daniele Luongo
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