Il tessuto connettivo di una squadra, l'anima di un'intera piazza, il simbolo indiscusso di un'era calcistica straordinaria. Oggi non è un giorno qualunque per l'universo nerazzurro, perché Marten de Roon si appresta a varcare ufficialmente la soglia dell'immortalità sportiva. Scendendo in campo contro il Verona, il centrocampista olandese diventerà a tutti gli effetti il giocatore con il maggior numero di presenze nell'ultracentenaria e gloriosa storia dell'Atalanta.

DNA BERGAMASCO E SACRIFICIO - Il traguardo tagliato dal mediano orange non è semplicemente un freddo dato statistico da aggiornare negli almanacchi, ma l'epilogo romantico di un percorso fatto di abnegazione totale, sudore e un attaccamento viscerale a questi colori. Il leader carismatico dello spogliatoio ha saputo calarsi alla perfezione nella mentalità orobica, diventando il fiero prolungamento in campo dell'attuale tecnico Raffaele Palladino e l'incarnazione perfetta dei valori di un'intera città, sempre disposta a gettare il cuore oltre l'ostacolo pur di difendere il proprio fortino.

QUEL DOLCE PRECEDENTE - Il destino, sceneggiatore sublime e impeccabile, ha voluto che la passerella per questo primato assoluto andasse in scena proprio contro l'Hellas Verona. Un incrocio che rievoca ricordi dolcissimi per il capitano, dominatore incontrastato della roboante sfida andata in scena il 26 ottobre del 2024. In quell'occasione, la Dea aveva un disperato bisogno di continuità per risalire la china dopo una partenza a singhiozzo. La superiorità dei padroni di casa si rivelò schiacciante e ad aprire le danze, dopo appena sei giri di orologio, fu proprio una magistrale e violenta sassata da fuori area del recordman olandese.

UNA GOLEADA STORICA - La rete del momentaneo vantaggio stappò un match che si trasformò rapidamente in una sinfonia perfetta sotto le luci della New Balance Arena. Nel giro di un solo tempo, l'attacco atalantino annichilì la retroguardia avversaria calando un pesantissimo pokerissimo. Il tabellino di quella serata magica registrò l'eleganza di Charles De Ketelaere con un delizioso tiro a giro, la doppietta fulminea di Ademola Lookman e il micidiale istinto predatore di Mateo Retegui. A nulla servì il momentaneo squillo di Amin Sarr per gli ospiti, prima che il definitivo sei a uno proiettasse prepotentemente i bergamaschi verso le vette della classifica.

Un filo rosso indissolubile lega quel pirotecnico trionfo al delicato presente: oggi come allora, le ambizioni europee dell'Atalanta passano per i piedi, i polmoni e l'infinita intelligenza tattica del suo intramontabile condottiero.

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Sezione: I numeri / Data: Dom 22 marzo 2026 alle 12:36
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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