La marcia inarrestabile dell'Italia Under 21 verso i Campionati Europei del 2027 fa tappa in terra scandinava. Il commissario tecnico Silvio Baldini guida i suoi ragazzi nella delicatissima e fredda trasferta contro la Svezia, un crocevia fondamentale per continuare l'inseguimento alla vetta del raggruppamento E, attualmente occupata con tre lunghezze di vantaggio dalla temibile Polonia.

IL FORTINO DI BORAS E IL PIANO TATTICO - Il teatro della sfida sarà lo stadio di Boras, un impianto da quindicimila posti che solitamente ospita le gare interne dell'Elfsborg, club capace di mettere in bacheca ben sei titoli nazionali. Un catino che si preannuncia caldo e che richiederà una prestazione diametralmente opposta, per intensità e letture, rispetto alla comoda passeggiata andata in scena contro la Macedonia del Nord. Il selezionatore azzurro non ammette cali di tensione e ha catechizzato severamente il gruppo: «Sarà una gara di un livello più alto, fisicamente e tecnicamente. Non dovremo permettere loro di giocare su di noi ma fare il contrario: imporci noi su di loro».

UN GRUPPO DALL'ANIMA INTERNAZIONALE - Per espugnare la muraglia svedese, lo staff tecnico si affida a una nidiata di talenti cresciuti e forgiati calcisticamente oltre i confini italiani. Il pacchetto arretrato sarà capeggiato da Fabio Chiarodia, difensore che sta maturando preziosa esperienza in Bundesliga con il Borussia Monchengladbach dopo gli esordi al Werder Brema. A dettare le geometrie a centrocampo ci penserà Cher Ndour, approdato alla Fiorentina con un bagaglio pazzesco accumulato girovagando tra Benfica, Psg e Besiktas. Il tridente offensivo a supporto della punta Jeff Ekhator vedrà l'inserimento di Seydou Fini (preferito all'infortunato Luigi Cherubini, fermato dal mal di schiena) e dell'imprevedibile Luca Koleosho, ragazzo formatosi tra Stati Uniti, Espanyol e Burnley. Dalla panchina freme inoltre Michael Kayode, temprato dai ritmi vertiginosi della Premier League con il Brentford.

L'ORGOGLIO OROBICO E IL MESSAGGIO ALLE SOCIETÀ - Tra i convocati brilla infatti la stellina del diciottenne Christian Ahanor, già protagonista in Champions League con la maglia dell'Atalanta. – come riferisce La Gazzetta dello Sport – l'allenatore tricolore ha voluto cogliere l'occasione per lanciare una frecciata inequivocabile a quelle società che si mostrano reticenti nel liberare i propri tesserati: «Senza polemica, ma possibile che certe volte i club non capiscano che rinunciare all'Italia è uno svantaggio per loro? Dico loro di non permettere mai a un ragazzo di rinunciare alla convocazione, anche perché qui il patrimonio si triplica. Marco Palestra e Niccolò Pisilli sono solo gli ultimi esempi».

IL MIRINO PUNTATO SULLA POLONIA - Con i diretti rivali polacchi impegnati in trasferta contro il Montenegro, questo ottavo turno di qualificazione assume i contorni di un vero e proprio dentro o fuori per non perdere il treno del primato. «Serviranno maggiore intensità e più possesso palla. Contro la Svezia non c'è da scherzare: dobbiamo essere una squadra, avere un'idea di gioco ed essere in grado di svilupparla», ha chiosato il tecnico con estrema lucidità.

Un esame di maturità per veri viaggiatori del calcio: l'ambizione tricolore non conosce confini e si prepara a conquistare anche il gelido suolo svedese per continuare a sognare in grande.

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Sezione: Italia / Data: Mar 31 marzo 2026 alle 09:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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