Nel calcio esistono notti che valgono più di tre punti, notti che segnano confini netti tra un "prima" e un "dopo". Il 3-0 inflitto dall'Atalanta all'Eintracht Francoforte al Deutsche Bank Park ha tutto il sapore della liberazione e della rifondazione tecnica ed emotiva. Protagonista assoluto, non solo per la prestazione in campo ma per il ritorno davanti ai microfoni dopo mesi di silenzio assordante, è Ademola Lookman. L'attaccante nigeriano, tornato a brillare nel "Tridente di Dublino" rispolverato da Raffaele Palladino, ha analizzato con lucidità il momento della squadra, i nuovi dettami tattici e, incalzato dallo studio, ha affrontato per la prima volta il delicato tema della sua estate turbolenta. Un intervento da leader ritrovato, che guarda al futuro archiviando definitivamente le scorie del passato. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Un successo netto, un 3-0 in trasferta che sa di liberazione. Crede che questa notte possa rappresentare la vera svolta stagionale in un momento così delicato per la squadra?
«Assolutamente sì. Penso che sia fondamentale, specialmente in una fase complessa come quella che stavamo attraversando, ottenere una vittoria di questo peso specifico. Vincere 3-0 in trasferta, su un campo difficile come quello di Francoforte, non era affatto semplice né scontato. È stata una grande prestazione corale della squadra, un segnale di forza e compattezza che serviva a tutti noi per ripartire con fiducia».
Lei ha ritrovato il gol e, soprattutto, mister Palladino ha ricomposto dal primo minuto il "Tridente di Dublino" con Scamacca e De Ketelaere, che non si vedeva dall'inizio da molto tempo. Quanto è stato importante ritrovare questi meccanismi e questa qualità in avanti?
«Sì, è stato naturale. Giocare con Gianluca (Scamacca, ndr) e Charles (De Ketelaere, ndr) rende tutto molto fluido, direi quasi semplice, perché parliamo di giocatori che possiedono una qualità tecnica superiore. Quando il livello è così alto, il pallone viaggia meglio e ci si trova a occhi chiusi. Tuttavia, non dobbiamo accontentarci: dobbiamo continuare a lavorare sodo per migliorare l'intesa e crescere insieme come collettivo. L'obiettivo ora è prendere questa prestazione e questa coesione vista in Europa e trasferirla con continuità anche in campionato».
L'impatto del nuovo tecnico sembra evidente. In queste poche sedute di allenamento, su quali corde ha lavorato Palladino e quale identità vi sta trasmettendo per ottenere il meglio da voi?
«Il messaggio del mister è arrivato forte e chiaro fin da subito, senza giri di parole. Palladino vuole che esprimiamo un calcio prettamente offensivo, un calcio che sia divertente da giocare per noi e da vedere per i tifosi. Credo che i gol segnati stasera siano la dimostrazione pratica di questa filosofia. Il concetto chiave è la rapidità di pensiero e di azione: appena riconquistiamo la palla, l'obiettivo è verticalizzare e cercare la via del gol il più rapidamente possibile. Ovviamente, questo non significa trascurare le basi: il DNA fatto di pressing, di lotta su ogni pallone e di sacrificio di squadra resta la cosa più importante su cui costruire il nostro gioco».
Dallo studio Paolo Di Canio le chiede quanto sia stato complesso gestire il rientro dopo un'estate turbolenta, segnata dalle voci di mercato e dalla sua volontà di andare via, e come ha ricostruito il rapporto con lo spogliatoio e la tifoseria. È stata dura voltare pagina?
«Guardi, penso che quello che è successo è successo. Stanno accadendo tante cose intorno a noi, e sul mio conto sono state dette tante parole: alcune cose che le persone sanno sono vere, altre decisamente meno. Ma onestamente, la cosa più importante è il presente, è l'oggi. Ora è il momento in cui devo lavorare sodo esclusivamente per la squadra. L'unico aspetto che conta davvero è vincere le partite e migliorare ogni giorno in allenamento. È su questo che sono totalmente concentrato ed è su questo che è concentrata tutta la squadra. Lavoriamo insieme, uniti, per ottenere risultati come quello di stasera. Il passato è alle spalle».
Parole che sanno di pace armata o, forse meglio, di professionalità assoluta. Ademola Lookman chiude il capitolo delle polemiche e riapre quello del calcio giocato, mettendosi al centro del progetto tecnico di Palladino. L'Atalanta ritrova il suo fuoriclasse e, con lui, la speranza di una stagione ancora tutta da scrivere.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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