Diciassette milioni di euro nelle casse, una plusvalenza da manuale per il settore giovanile e un biglietto di sola andata per una delle piazze più calde d'Europa. Matteo Ruggeri, 23 anni e una carriera che ha preso il volo verso Madrid sponda Atletico, è tornato a parlare della sua nuova avventura e del suo passato nerazzurro in una lunga intervista concessa a Cronache di Spogliatoio. Tra l'adattamento al calcio spagnolo e i ricordi indelebili di Bergamo, l'esterno ha tracciato un bilancio di questa sua prima esperienza estera.

DIFFERENZE DI MENTALITÀ - L'impatto con il mondo dei Colchoneros è stato forte, soprattutto dal punto di vista emotivo e del coinvolgimento. «In Spagna c'è un grande senso di attaccamento alla maglia. Rispetto all'Italia ti senti sempre dentro la partita», ha esordito Ruggeri. Una differenza che si percepisce anche nelle dinamiche di spogliatoio: «Qui anche se non giochi, percepisci di essere parte del gruppo. C'è un grande senso di appartenenza. Anche se rimani in panchina per alcune gare, non ti senti mai escluso».

L'EFFETTO STADIO E IL RICORDO DI BERGAMO - Giocare al Metropolitano ha cambiato la percezione della fatica per il terzino italiano. «In casa lo stadio ti spinge fino all'ultimo minuto. Sento meno la stanchezza nei minuti finali. Rispetto all'Italia è una cosa che si nota: si sente di più l'atmosfera dal campo, il calore è diverso». Ma il cuore non dimentica le origini e il boato del Gewiss Stadium: «Ovvio, anche a Bergamo il tifo era incredibile e soprattutto con lo stadio nuovo l'atmosfera era magica».

TATUAGGI E SOGNI - Impossibile non citare il traguardo storico raggiunto con la Dea, un ricordo che Ruggeri ha voluto incidere per sempre sul suo corpo. «Negli ultimi anni ci siamo regalati anche una certa Europa League... Me la sono pure tatuata, così come la salvezza miracolosa con la Salernitana». Ora, però, l'ambizione guarda al futuro in rojiblanco: «Adesso ci vorrebbe un trofeo con l'Atletico!».

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Sezione: L'angolo degli ex / Data: Mar 06 gennaio 2026 alle 08:00
Autore: Daniele Luongo
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