L'aria della capitale spagnola sembra aver spazzato via in un istante i malumori e le tensioni degli ultimi mesi trascorsi a Bergamo. Ademola Lookman ha ritrovato il sorriso e lo smalto dei giorni migliori con la maglia dell'Atletico Madrid, mettendosi definitivamente alle spalle il tormentato distacco dall'Atalanta. Sbarcato alla corte di Diego Simeone, il funambolo nigeriano ha impiegato pochissimo tempo per dimostrare il suo immenso valore, confermandosi un cecchino implacabile e un perno imprescindibile del nuovo scacchiere tattico iberico.

LA FINE DEL TORMENTO - Il cordone ombelicale con la realtà lombarda si era sfilacciato da tempo. Da almeno un paio di stagioni l'attaccante andava alla spasmodica ricerca di nuovi stimoli professionali, sfiorando a più riprese trasferimenti altisonanti: dalle sirene parigine del PSG fino ai concreti abboccamenti con l'Inter. La vera svolta, tuttavia, si è materializzata lo scorso due febbraio. L'imbarco sul volo diretto nella penisola iberica ha sancito l'inizio di un capitolo inedito, sigillato da un faraonico contratto valido fino al 2030 che testimonia la volontà ferrea del club spagnolo di erigere l'ex Pallone d'Oro africano a pilastro assoluto del proprio progetto tecnico.

UN IMPATTO DEVASTANTE - Il rettangolo verde ha immediatamente certificato la bontà dell'investimento. I numeri messi a referto nelle primissime uscite stagionali sono a dir poco impressionanti: in appena sei apparizioni ufficiali, culminate con la recente sfida contro l'Espanyol, la punta ha timbrato il cartellino in ben quattro occasioni, impreziosendo il bottino con due assistenze decisive. Il battesimo del fuoco in Coppa del Re contro il Betis si è trasformato in un personalissimo show fatto di una rete e un passaggio vincente. Una costanza di rendimento spaventosa, che lo ha visto bucare le difese avversarie in tutte le competizioni disputate finora (tra coppa nazionale, Champions League e LaLiga), rimanendo a secco esclusivamente nel match di campionato contro gli andalusi e nell'incrocio con il Rayo Vallecano.

IL PATTO CON IL CHOLO - A facilitare questo prepotente inserimento c'è stato un feeling immediato con la guida tecnica. Prima ancora di mettere nero su bianco, le idee erano già perfettamente allineate. «Avevo avuto modo di confrontarmi con lui prima ancora di arrivare in città», ha rivelato l'eroe di Dublino nel giorno della sua trionfale presentazione. «È stata una chiacchierata estremamente positiva e costruttiva con colui che, di fatto, rappresenta la figura con cui dovrò condividere la mia quotidianità professionale».

LA NUOVA DIMENSIONE - Le scorie delle frizioni passate sembrano evaporate di fronte all'entusiasmo per il nuovo ambiente. «Sono circondato da una felicità immensa», ha confessato senza mezzi termini l'attaccante. «Essere approdato in una società di queste proporzioni colossali rappresenta una vera e propria benedizione, un traguardo che mi riempie di profondo orgoglio. Lo spogliatoio mi ha riservato un'accoglienza calorosissima e misurarmi in un palcoscenico prestigioso come quello spagnolo è un privilegio assoluto. Sono venuto qui per questo».

Se il club nerazzurro ha saputo voltare pagina con grande autorevolezza affidandosi alle intuizioni di Palladino, altrettanto ha fatto il suo ex gioiello. La separazione, per quanto burrascosa, ha generato due nuove entità forti: la Dea continua a volare in Italia e il nigeriano si gode il meritato palcoscenico tra le stelle di Madrid.

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Sezione: L'angolo degli ex / Data: Dom 22 febbraio 2026 alle 17:01
Autore: Daniele Luongo
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