MILINKOVIC-SAVIC, voto 6,5
Un gigante tra i pali che trasmette una serenità fondamentale a tutto il pacchetto arretrato. Le sue parate tengono a galla il Napoli nel primo tempo: miracoloso in due occasioni su Sulemana e bravo a respingere la conclusione di Scamacca. È incolpevole sui due gol incassati, subiti da distanza ravvicinatissima. Sicurezza.
BEUKEMA, voto 6,5
Sblocca il match con un tempismo perfetto, inserendosi di testa sulla punizione di Gutierrez. Solido e attento per larghi tratti, sfiora persino la doppietta con una sortita offensiva. Tuttavia, la sua prestazione viene macchiata in modo indelebile sul gol dell'1-1, quando si fa sovrastare in coabitazione con Hojlund dallo stacco imperioso di Pasalic. Bifronte.
BUONGIORNO, voto 5,5
L'avvio è incoraggiante: prende le misure a Krstovic e lo anestetizza senza troppi patemi. Con il passare dei minuti, però, il muro inizia a scricchiolare. Perde le distanze e la lucidità, andando in palese affanno non solo contro lo stesso Krstovic, ma ancor di più al cospetto dello strapotere fisico del subentrato Scamacca, al quale concede troppa libertà di manovra e di tiro. In calando.
JUAN JESUS, voto 6
Prestazione tutto sommato sufficiente, fatta di esperienza e posizionamento. Nonostante Sulemana gli procuri qualche grattacapo nel primo tempo, riesce a limitarne i danni. Paga dazio all'irruenza con un'ammonizione evitabile, per poi cedere il posto a metà ripresa. Diligente.
dal 69’ OLIVERA, voto 5
Il suo ingresso coincide con il crollo definitivo della retroguardia azzurra. La macchia indelebile è sul gol partita dell'Atalanta: si fa anticipare di netto, quasi ingenuamente, da Samardzic, consentendo all'avversario di firmare il 2-1 di testa. Colpevole.
MAZZOCCHI, voto 6
Si attiene fedelmente alle consegne tattiche per oltre un'ora di gioco. Una prestazione di pura applicazione: contiene le discese atalantine e prova ad accompagnare l'azione quando ne ha la possibilità, senza mai commettere sbavature evidenti. Esce quando il forcing avversario richiede forze fresche. Applicato.
dal 63’ SPINAZZOLA, voto 5,5
Gettato nella mischia nel momento di massima sofferenza del Napoli, fallisce nel tentativo di alzare il baricentro della squadra. Manca delle sue proverbiali sgroppate palla al piede per far respirare la difesa, finendo per farsi schiacciare passivamente dall'onda d'urto nerazzurra. Invisibile.
LOBOTKA, voto 6
Cerca con ostinazione di prendere in mano le redini del gioco, sfiorando persino la rete in avvio di ripresa. Tuttavia, la densità asfissiante e i ritmi indiavolati imposti dalla Dea lo costringono a una gara più di rottura e contrasto che di pura rifinitura geometrica. Nonostante le difficoltà, è l'ultimo a perdere la bussola lì nel mezzo. Lottatore.
ELMAS, voto 5,5
Una prestazione opaca, vissuta perennemente in balia del palleggio atalantino. Lì in mezzo al campo non riesce mai a incidere né a trovare le contromisure adeguate per arginare il predominio avversario sul possesso palla. Soffocato.
GUTIERREZ, voto 6,5
Gara di grande sostanza condita da un guizzo d'alta scuola: è suo il cross al bacio, scodellato su punizione, che permette a Beukema di sbloccare l'incontro. Prova a pungere anche in proprio a inizio ripresa (gol annullato per fallo in attacco). Si spende molto fino alla sostituzione. Prezioso.
dal 63’ POLITANO, voto 5,5
Costretto a ripiegare costantemente, si ritrova a svolgere mansioni da terzino puro in un finale a senso unico, dove l'Atalanta attacca a spron battuto. Soffre la fisicità e la pressione avversaria, non riuscendo mai a rendersi pericoloso in avanti. Sacrificato.
VERGARA, voto 5,5
Il premio per l'atteggiamento e il sacrificio in fase di non possesso è indubbio. Dialoga bene con i compagni in alcune ripartenze, ma là davanti manca il graffio del fuoriclasse. Produce un solo tiro degno di nota e si spegne gradualmente nella morsa della retroguardia orobica prima di venire sostituito. Fumoso.
dal 69’ GIOVANE, voto 5,5
Il suo ingresso non porta la scossa sperata. Ingabbiato in una squadra troppo rintanata nella propria trequarti, non riesce mai ad accendersi né a sfruttare le proprie caratteristiche tecniche. Innocuo.
ALISSON SANTOS, voto 6
A sprazzi, illumina la scena. Quando si accende e punta l'avversario in campo aperto, dimostra di essere un prospetto dal talento cristallino. Il vero limite, su cui dovrà lavorare intensamente, è la continuità all'interno dei novanta minuti: due o tre lampi a partita non sono sufficienti per lasciare un'impronta tangibile sul risultato. Intermittente.
dall’85’ LUKAKU, SV
HOJLUND, voto 6,5
Il classico lavoro sporco da attaccante di razza. Non conclude mai a rete in maniera pericolosa (spara alto una ghiotta occasione servita da Vergara), ma la sua presenza è vitale. Lottatore nato, difende un'infinità di palloni e conquista, con astuzia e mestiere su Scalvini, la punizione del vantaggio. Ha sulla coscienza, però, una marcatura troppo morbida, insieme a Beukema, in occasione del colpo di testa di Pasalic. Generoso.
ALL. ANTONIO CONTE, voto 5,5
Un'implosione tattica e psicologica difficile da spiegare. Dopo un primo tempo gagliardo e cinico, il suo Napoli sparisce letteralmente dal campo nella ripresa. La squadra si schiaccia nella propria area, incapace di imbastire la benché minima reazione dopo il pareggio atalantino. Le sostituzioni non solo non migliorano la situazione, ma finiscono per indebolire l'assetto (su tutti, l'errore di Olivera sul gol decisivo). Cede l'inerzia della gara all'avversario senza riuscire a invertire la rotta. Inerme.
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— DAZN Italia (@DAZN_IT) February 22, 2026
Pasalic e Samardzic riportano l'Atalanta a ridosso della zona Champions 👀#AtalantaNapoli #SerieAEnilive #DAZN pic.twitter.com/ylHCR7tLIk
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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