Il dolore, l'indignazione e il senso di impotenza si fondono nel catino della New Balance Arena, silenziando per un attimo il fragore dell'attesa sportiva. Nel pomeriggio di oggi, la sfida di cartello tra l'Atalanta e il Napoli non sarà ricordata esclusivamente per le ambizioni di classifica, ma si trasformerà in un palcoscenico di commossa solidarietà umana. La formazione azzurra scenderà infatti in terra lombarda portando addosso il peso di una tragedia inaccettabile: il ricordo di Domenico, l'angelo di Nola di soli due anni e mezzo, strappato alla vita da un calvario clinico che ha generato un'ondata di sdegno a livello mondiale.

IL SEGNO DEL CORDOGLIO - Di fronte a una perdita così stordente, la società partenopea ha scelto la via del rispetto più profondo. «La squadra giocherà con il lutto al braccio», si legge nella scarna ma potentissima comunicazione diramata dal club. Una fascia nera stretta attorno ai muscoli dei giocatori, un segnale visibile per abbracciare idealmente una famiglia distrutta e per onorare un bimbo la cui unica colpa è stata quella di affidarsi a un sistema che lo ha tragicamente tradito proprio a un passo dalla salvezza.

IL FATALE ERRORE LOGISTICO - Le radici di questo dramma si intrecciano con il destino a ridosso del Natale. Lo scorso ventitré dicembre, affetto da una severa forma di miocardiopatia dilatativa, il bambino venne sottoposto all'agognato intervento di trapianto cardiaco presso l'Ospedale Monaldi. Il muscolo salvavita, prelevato a Bolzano, è giunto però in sala operatoria in condizioni disastrose. La causa è da ricercare in un abbaglio procedurale gravissimo e letale: l'organo è stato trasportato immerso nel ghiaccio secco, un materiale che genera temperature assolutamente incompatibili con la delicatissima conservazione dei tessuti cardiaci.

L'AGONIA E LA VERITÀ - Gli effetti di quella negligenza si sono palesati in tutta la loro crudeltà subito dopo l'operazione. L'equipe medica si è trovata di fronte a un cuore danneggiato dal freddo estremo, incapace di pompare il sangue in maniera adeguata e colpevole di innescare un effetto domino letale sugli altri organi vitali. Un'agonia durata la bellezza di due mesi, esplosa in tutta la sua potenza mediatica solamente lo scorso sette febbraio, quando le indagini giornalistiche del quotidiano Il Mattino hanno fatto luce sulle reali, sconcertanti cause di quel peggioramento irreversibile.

L'ULTIMA SPERANZA E LE INDAGINI - Il cinismo del destino ha riservato l'ultima amara beffa nella giornata di martedì. La notizia della disponibilità di un nuovo organo compatibile aveva riacceso una flebile speranza, brutalmente spenta dai medici: il corpicino del bambino era ormai troppo provato per reggere l'urto di una seconda e invasiva operazione. Dopo il decesso, avvenuto ieri mattina, la disperazione dei genitori si è tramutata in una formale denuncia. La Procura ha immediatamente aperto un'inchiesta per accertare le responsabilità di una catena di errori che non ammette giustificazioni.

Oggi, sul prato verde, non esisteranno avversari né distinzioni di maglia. Il mondo del calcio si toglie idealmente il cappello per stringersi in un silenzio rispettoso, reclamando giustizia per una vita innocente spazzata via dall'incuria.

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Sezione: Altre news / Data: Dom 22 febbraio 2026 alle 11:47
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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