Il palcoscenico della New Balance Arena è pronto a ospitare una collisione tra titani. Da una parte l'esplosione definitiva di Nikola Krstovic, diventato la nuova e implacabile arma letale dell'Atalanta in questo scoppiettante avvio di 2026; dall'altra il ritrovato orgoglio di Alessandro Buongiorno, pilastro del Napoli chiamato a blindare la retroguardia azzurra dopo mesi vissuti in perenne affanno. Un incrocio di destini, di ascese repentine e di rinascite attese, che promette scintille e potrebbe decidere le sorti dell'atteso big match.

LA METAMORFOSI DEL BOMBER - Il centravanti montenegrino ha impiegato il tempo fisiologico per decifrare e assimilare il complesso spartito di Gian Piero Gasperini. Nikola Krstovic arrivava dall'esperienza di Lecce, una realtà in cui era l'unico faro offensivo ed era costretto a capitalizzare al massimo le rare occasioni create dai compagni. Approdato a Bergamo, si è scontrato con un livello qualitativo nettamente superiore, comprendendo presto che la frenesia del tiro a ogni pallone toccato non era la strada giusta per imporsi. Una maturazione tattica evidente, certificata da un ruolino di marcia devastante: sei reti complessive nel nuovo anno solare, di cui ben cinque messe a segno in campionato, che lo hanno proiettato prepotentemente in cima alle playlist nerazzurre.

SACRIFICIO E COMPETIZIONE - Oltre ai freddi numeri, che attualmente delineano un bottino di otto centri e cinque assistenze in stagione, a impressionare la piazza è l'abnegazione totale del ragazzo. Nikola Krstovic - scrive La Gazzetta dello Sport - non ha smarrito quell'amore per il sacrificio che lo ha sempre contraddistinto fin dagli esordi. Il suo contributo si pesa in modo clamoroso nei momenti in cui la sfera è tra i piedi degli avversari: è sempre il primo ad avviare l'azione di pressing, a rincorrere e a sporcare le linee di passaggio nemiche. Una dedizione feroce e silenziosa che ha innalzato vertiginosamente l'asticella del reparto, innescando un dualismo sano, leale e stimolante con Gianluca Scamacca per la maglia da titolare.

LA DISCESA AGLI INFERI - Sull'altra sponda, il Napoli si appresta a sbarcare in Lombardia tirando un lungo respiro di sollievo per il recupero del suo leader. Alessandro Buongiorno ha infatti attraversato un periodo a dir poco tempestoso, barcollando pericolosamente sotto i colpi di prestazioni clamorosamente opache. Dalla disastrosa serata di Champions a Copenaghen, passando per l'ingenuo fallo da rigore commesso contro il Verona, fino ai gravi errori da matita rossa collezionati contro il Genoa (che avevano quasi compromesso una rimonta salvata sul filo di lana). Un blackout prolungato che aveva trasformato la solidità del difensore in un incubo a occhi aperti per tutta la retroguardia campana.

IL RITORNO DEL GIGANTE - Il periodo più buio, tuttavia, sembra essere stato archiviato. Nel recente scontro diretto contro la Roma, Alessandro Buongiorno ha zittito i critici tornando a esprimersi sui livelli di eccellenza che gli competono. Ha assorbito le difficoltà in silenzio e ha tirato fuori il carattere, sfoderando quell'autorevolezza che per settimane era sembrata svanita. Il centrale azzurro sa perfettamente che domenica non ci saranno margini di errore: per arginare la straripante fisicità di Scamacca o l'inesauribile fame di Krstovic, ad Antonio Conte servirà la miglior versione del suo «Alessandro Magno», quella ammirata nel semestre d'oro della cavalcata per il quarto tricolore.

L'area di rigore si trasformerà in un ring spietato, dove l'attaccante che ha imparato a ragionare sfiderà il difensore che ha ritrovato se stesso. Una partita a scacchi psicologica prima ancora che tecnica, destinata a infiammare la domenica calcistica.

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Sezione: Primo Piano / Data: Dom 22 febbraio 2026 alle 07:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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