La reazione dei grandi, l'orgoglio di chi non vuole smettere di sognare. Dopo il passo falso europeo, l'Atalanta rialza immediatamente la testa e lo fa superando i campioni d'Italia del Napoli con una rimonta di puro carattere. Una vittoria che proietta la Dea al secondo posto in solitaria in questo avvio di 2026, certificando lo strapotere mentale e tattico di un gruppo che non si disunisce mai. In sala stampa, Raffaele Palladino analizza la prestazione dei suoi ragazzi con l'entusiasmo di chi sa di avere tra le mani una fuoriserie. Dagli elogi per la dedizione di Samardzic e lo spirito guerriero di Kolasinac, fino alla profonda gratitudine verso una società sempre presente al fianco della squadra. Ma nella testa del condottiero nerazzurro c'è già il prossimo, imminente traguardo: trasformare lo stadio di Bergamo in un catino ribollente per centrare l'impresa in Champions League. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

Mister, complimenti per la vittoria e per la classifica. L'Atalanta è seconda dietro l'Inter in questo 2026 con numeri clamorosi, avendo subìto solamente tre reti.
«Sono numeri indubbiamente importanti, ma ci tengo a fare un passo indietro per sottolineare la grandezza del nostro percorso. Esattamente tre mesi fa affrontavamo il Napoli al San Paolo: era la mia gara d'esordio alla guida di questa squadra e subimmo una sconfitta per 3-1. Da quel giorno abbiamo intrapreso un cammino incredibile, costellato di vittorie, ottime prestazioni e anche fisiologiche difficoltà dalle quali, però, ci siamo sempre rialzati con estrema forza. La partita di oggi è l'ennesima dimostrazione del valore di questo gruppo, formato da giocatori eccellenti ma, soprattutto, da uomini forti mentalmente. Venivamo dalla delusione contro il Borussia e dopo appena dieci minuti ci siamo ritrovati in svantaggio contro i campioni d'Italia; chiunque avrebbe potuto crollare. Noi, invece, siamo rimasti saldamente in partita, ribaltando il risultato con un mix perfetto di pazienza, intelligenza e maturità. I subentrati sono stati impeccabili, a riprova del fatto che posso contare ciecamente su ogni singolo elemento della rosa. Siamo felici di essere lassù in classifica, vogliamo restarci e ce la giocheremo a viso aperto contro tutti».

L'Atalanta ha costruito la partita, ma i cambi hanno indubbiamente garantito un cambio di passo decisivo, confermando il valore inestimabile della vostra panchina.
«Assolutamente sì. Avevamo preparato questa sfida affidandoci dall'inizio a giocatori con caratteristiche specifiche, pensate proprio per sfiancare la difesa del Napoli. Sulemana, ad esempio, nel primo tempo non è forse riuscito a incidere in zona gol, ma ha svolto un lavoro oscuro monumentale, costringendo gli avversari a rincorrere costantemente: sono pienamente soddisfatto della sua prova. Eravamo forse risultati un po' sterili negli ultimi metri, ma le sostituzioni del secondo tempo erano state preventivate esattamente per alzare il tasso qualitativo della nostra manovra. Sono felicissimo per Samardzic: in settimana ci avevamo parlato, chiedendogli un apporto più concreto in zona offensiva. È stato bravissimo a riempire l'area, un aspetto su cui insisto in modo quasi ossessivo con tutta la squadra, esterni compresi. Bernardeschi ha avuto il coraggio di puntare l'uomo e da lì è nato il secondo gol. Ora ci godiamo questa splendida vittoria, ma dobbiamo recuperare le energie a tempo di record perché ci aspetta la notte di Champions».

Oltre agli innegabili meriti tecnici e tattici della squadra e dell'allenatore, quanto incide sui vostri risultati la presenza costante e tangibile della dirigenza?
«Incide moltissimo e confermo quanto dissi al mio arrivo. Una delle scoperte più belle che ho fatto qui a Bergamo è il profondo senso di famiglia e di unione che permea ogni livello del club. Non parlo solo dello staff e dei calciatori, ma di tutte quelle figure fondamentali che lavorano dietro le quinte: giardinieri, magazzinieri, chef, addetti stampa. C'è un senso di responsabilità collettiva orientato unicamente al bene dell'Atalanta. In questo contesto, la presenza della dirigenza è la vera forza trainante. Luca Percassi e Tony D'Amico sono letteralmente i primi a varcare i cancelli di Zingonia e gli ultimi ad andarsene, e non lo dico per facile piaggeria, ma perché è la pura realtà. Lo stesso Presidente è una figura costante alle nostre rifiniture, sempre pronto a dispensare una parola di incoraggiamento. Questa solidità societaria ci trasmette un'energia incredibile».

Samardzic si sta rivelando letale nei finali di gara, raggiungendo quota nove reti stagionali. Inoltre, il Napoli non subiva gol di testa da quasi un anno e voi li avete colpiti due volte proprio in questo modo. Era uno schema studiato a tavolino?
«A dire il vero non mi aspettavo specificamente due gol di testa, proprio perché conoscevamo bene la loro proverbiale solidità sulle palle inattive; sapevamo che non incassavano reti in quel modo da moltissimo tempo. Quindi sì, c'è un'enorme soddisfazione per aver colpito da palla inattiva eseguendo uno schema provato in allenamento, mettendola esattamente dove volevamo. Il secondo gol, invece, è stato il puro frutto della nostra insistenza nel credere all'azione, nel riempire l'area e nell'aggredire la porta con cattiveria agonistica. Riguardo a Samardzic, sono davvero felice per lui. È un ragazzo che ha patito il fatto di dover star fuori a volte, ma possiede qualità straordinarie. Può crescere ancora ed essere ancora più incisivo negli ultimi trenta metri, ma non posso rimproverargli nulla: è un professionista esemplare, che si impegna alla morte in ogni allenamento indipendentemente dalla posizione in cui lo schiero. Si merita tutte queste soddisfazioni».

Anche senza punti di riferimento come De Ketelaere e Raspadori, la squadra trova sempre vie alternative per colpire. Quanto c'è di preparato in allenamento e quanto è frutto dell'intraprendenza dei singoli, come nel caso di Bernardeschi?
«Noi cerchiamo di preparare incessantemente ogni minimo dettaglio, e in questo voglio ringraziare pubblicamente il mio staff per il lavoro straordinario che svolge. Ma alla fine, i veri protagonisti e artefici dei successi sono i ragazzi in campo. Non avevamo preparato in modo ossessivo i cross dal fondo per questa gara, quanto piuttosto la capacità di liberare il terzo uomo e occupare le zone nevralgiche. L'intraprendenza dei singoli è fondamentale: Bernardeschi ha avuto la grande personalità di puntare l'avversario diretto, una giocata che vorrei vedere sempre più spesso da parte dei nostri esterni. Bellanova ha tutte le qualità per farlo con continuità, Zappacosta ci riesce a fasi alterne. È proprio questa sfrontatezza negli ultimi metri, unita alla voglia di crederci fino alla fine, che innalza il nostro potenziale offensivo».

Kolasinac ha offerto l'ennesima prova di spessore, ma a colpire è la sua leadership innata: esulta per un recupero difensivo o per una buona azione, trascinando letteralmente la squadra.
«Sono pienamente d'accordo. La partita di oggi è stata vinta attraverso i duelli individuali in fase difensiva, considerando che il Napoli si appoggiava costantemente a Hojlund. Sead, insieme a Hien e poi a Djimsiti quando è subentrato, ha disputato una gara stratosferica. Kolasinac ha fatto qualcosa di eroico: era visibilmente stremato, eppure continuava a proporsi per duellare uomo contro uomo senza il minimo risparmio energetico. È un guerriero puro, un leader che trascina il gruppo non solo con le giocate, ma con la postura del corpo, con la cattiveria negli anticipi e con il suo atteggiamento agonistico. Tutta la squadra si appoggia al suo carisma, siamo davvero felici e fortunati ad averlo con noi».

Chiudiamo con un pensiero sul clima della New Balance Arena e sull'ennesima prestazione di sostanza di Pasalic.
«Giocare nel nostro stadio è un'esperienza fantastica. L'atmosfera che si respira è magica e il nostro pubblico è un motore inesauribile che ci trasferisce un'energia pazzesca. Amo vivere il pre-partita uscendo sul campo proprio per assorbire quel clima. Ora ci aspetta la gara di ritorno in Champions League: mi aspetto che i tifosi diano ancora di più, trasformando lo stadio in un vero e proprio inferno sportivo. Io credo fermamente nella rimonta e i ragazzi ci credono altrettanto: ci proveremo utilizzando ogni nostra arma. Per quanto riguarda Mario Pasalic, parliamo di un giocatore eccezionale. È il prototipo dell'affidabilità: ovunque lo schieri, sai che farà il suo dovere in modo impeccabile. Ha il gol nel sangue, possiede un dono innato nel percepire dove cadrà il pallone. Oggi è entrato ed è stato perfetto, garantendo qualità e sostanza in entrambe le fasi di gioco».

L'allenatore incassa tre punti pesantissimi e si gode la maturità di una squadra che sa soffrire e colpire al momento giusto. Conquistato il secondo posto e archiviata con successo la pratica Napoli, l'Atalanta si prepara ora a indossare l'abito da sera per l'appuntamento europeo: l'ambiente è già caldo per spingere la Dea verso una notte da sogno in Champions League.

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Sezione: Primo Piano / Data: Dom 22 febbraio 2026 alle 18:00
Autore: Daniele Luongo
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