La parentesi italiana di Luka Modrić si chiude nel modo più amaro possibile: senza Champions League, nel mezzo di un terremoto societario e con la consapevolezza che il progetto per cui era arrivato non esiste più. Il centrocampista croato, 40 anni compiuti lo scorso settembre, ha già comunicato formalmente al Milan la propria decisione di non rinnovare il contratto in scadenza il 30 giugno 2026. Un addio che era nell'aria, ma che il crollo finale della stagione rossonera ha reso definitivo e irrevocabile.
UNA STAGIONE DA PROTAGONISTA, UN FINALE DA DIMENTICARE - Modrić era arrivato a Milano nell'estate del 2025 con un obiettivo preciso: aiutare il Milan a tornare stabilmente tra le grandi d'Europa, affiancando Massimiliano Allegri in un progetto che sembrava ambizioso e credibile. Per quasi tutta la stagione ha mantenuto la promessa: 37 presenze, 2 gol e 3 assist, un rendimento straordinario per un giocatore che avrebbe compiuto 41 anni a settembre. Il Milan era rimasto in zona Champions per mesi, e il Pallone d'Oro 2018 ne era stato uno dei trascinatori principali. Poi, un mese prima della fine, la rottura dello zigomo contro la Juventus lo ha tolto dal campo nel momento peggiore, e senza di lui la squadra è crollata. La sconfitta contro il Cagliari all'ultima giornata, con la conseguente esclusione dalla Champions, ha cambiato tutto.
IL CAOS MILAN E LA DECISIONE DI FERMARSI - L'esonero immediato di Allegri dopo il fallimento europeo, il licenziamento di massa della dirigenza — con Igli Tare, Giorgio Furlani e Frederic Moncada tutti fuori — hanno convinto Modrić che restare non aveva senso. Fino a poche settimane prima, il rinnovo annuale era considerato una formalità già concordata con la vecchia dirigenza. Il caos successivo ha spazzato via tutto. Il croato ha rispedito al mittente le ricche offerte provenienti dalla Saudi Pro League e dalla MLS, categorie che non fanno per lui: vuole restare nel calcio europeo di vertice, ma non più come giocatore. Il Mondiale con la Croazia — in programma quest'estate negli Stati Uniti — sarà il suo vero e definitivo addio al calcio giocato. Poi, la scrivania.
IL RITORNO AL REAL MADRID - La sua prossima casa sarà quasi certamente il Real Madrid, dove ha giocato tredici stagioni e vinto tutto quello che si poteva vincere. Secondo quanto riportato da Tuttosport, le ipotesi più concrete portano ancora a Madrid: il Real starebbe pensando a un ritorno con un ruolo dirigenziale od operativo nell'area sportiva. A rendere ancora più appetibile l'opzione madridista è il nuovo progetto tecnico in costruzione: il presidente Florentino Pérez starebbe puntando su José Mourinho come nuovo allenatore — come rivela il quotidiano AS — e in questo contesto una leggenda come Modrić, che conosce il club dall'interno meglio di chiunque altro, potrebbe ricoprire un doppio ruolo: direttore sportivo oppure consulente tecnico a stretto contatto con il tecnico portoghese. La sua profonda conoscenza del gioco e il rispetto che la tifoseria madridista gli riserva lo agevolerebbero in qualsiasi funzione.
IL MILAN CHE SI GUARDA ALLO SPECCHIO - La partenza di Modrić è solo l'ennesimo capitolo di una ristrutturazione totale che il Milan sta vivendo in questi giorni. Il Milan ha già incontrato Ralf Rangnick per il ruolo di direttore tecnico e sta cercando un nuovo allenatore dopo il fallimento del progetto Allegri: un terremoto totale che ha disperso in pochi giorni una struttura costruita in anni. In questo contesto, la perdita di Modrić — uno dei pochi giocatori che aveva tenuto la squadra in quota Champions fino all'ultimo — è quasi simbolica. Mentre il Milan cerca di ricostruirsi in emergenza, l'Atalanta di Sarri lavora metodicamente alla propria rivoluzione: due approcci opposti al mercato, due visioni diverse del futuro. E il centrocampo sarriano, che cerca un regista alla Modrić per caratteristiche e intelligenza calcistica, si muove già su piste concrete. Il Comandante sa bene cosa serve: un uomo capace di dettare i tempi come il croato ha fatto per vent'anni ai massimi livelli.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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