Il ritorno di Roberto Mancini alla guida della Nazionale ha un retroscena familiare che aiuta a comprenderne le motivazioni. A raccontarlo è il figlio Andrea Mancini, oggi direttore sportivo del Cesena in Serie B, che ha descritto le ore precedenti alla nomina del padre come commissario tecnico: una possibilità che sembrava svanita e che invece si è materializzata. «Ci ha sperato tanto», ha spiegato ai microfoni del Corriere della Sera, ammettendo di aver ritenuto impossibile quel ritorno.

LA MOTIVAZIONE CHE BRUCIA - Dietro l'accettazione dell'incarico, secondo il racconto del figlio, ci sono due spinte precise. La prima è sportiva: il desiderio di cancellare la delusione per le tre mancate qualificazioni ai Mondiali. La seconda è più personale e riguarda l'immagine: il tecnico vorrebbe rimettere a posto il ricordo del proprio addio, quello dell'estate 2023, quando lasciò la panchina azzurra per accettare poco dopo la proposta dell'Arabia Saudita.

IL BINOMIO CON RANIERI - Al suo fianco, questa volta, ci sarà Claudio Ranieri, indicato dal presidente federale Giovanni Malagò come nuovo direttore tecnico e presidente del Club Italia. Un accostamento che il ds bianconero giudica positivamente: la carriera dell'ex allenatore, sostiene, parla da sé, e al di là dei risultati conta lo spessore umano dell'uomo. Due figure che, a suo avviso, potranno sostenersi a vicenda formando una coppia vincente. Il tutto dopo giorni convulsi, culminati con Paolo Maldini e Leonardo dimissionari dopo appena sedici giorni.

RIPARTIRE DAI GIOVANI - Nel suo intervento, riportato da Gianluca Di Marzio, il dirigente ha poi indicato quella che a suo giudizio dovrebbe essere la rotta del movimento: costruire un percorso capace di rimettere i giovani italiani al centro del sistema, tornando a investire sui settori giovanili e a coltivare il talento. Un tema tornato più volte al centro del dibattito nelle settimane in cui si discuteva del futuro della panchina azzurra.

IL SOGNO DICHIARATO - Resta infine l'ambizione più grande, quella che il tecnico coltiva da sempre e che ha ripetuto anche in famiglia: «Vuole vincere il Mondiale». Un obiettivo che ai tempi dell'Europeo gli era valso l'etichetta di sognatore, prima che il trionfo di Wembley smentisse tutti. Prematuro parlarne adesso, riconosce il figlio, ma legittimo pensarci, perché a volte i sogni si avverano. Un percorso che archivia definitivamente le altre candidature circolate, da Andrea Pirlo in poi.

L'Italia riparte dunque da un volto conosciuto e da una motivazione che, stando a chi lo conosce meglio di tutti, non è mai stata così forte.

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Sezione: Italia / Data: Mer 29 luglio 2026 alle 13:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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