Il Brusaporto riparte da un'idea radicale: cambiare quasi tutto per restare fedele a sé stesso. Alla vigilia dell'ottava annata consecutiva in Serie D, dopo un sesto posto a quota 51 punti che l'ha resa la migliore tra le bergamasche, la società gialloblù si presenta con una rosa ringiovanita in profondità e una guida tecnica inedita.

LA PRESENTAZIONE DA VITTORIO - Il nuovo corso è stato svelato ieri, dopo la seduta mattutina, nella cornice del ristorante Da Vittorio in località Cantalupa. Auguri di rito dallo chef pluristellato Chicco Cerea, poi gli interventi del sindaco Maria Cristina Galizzi e dell'assessore allo sport Roberto Lo Monaco, alternati a quelli della presidente Silvia Comotti, che ha chiesto ai ragazzi la stessa passione viscerale che la famiglia mette in questo club dal primo giorno.

LA LINEA DI COLZANI - Il direttore generale Massimo Colzani, fresco di abilitazione da direttore sportivo a Coverciano, ha liquidato in fretta le voci circolate durante l'estate e ha richiamato l'insegnamento dell'indimenticato patron Giovanni Comotti: «contano solamente campo e lavoro», ha ribadito – come racconta L'Eco di Bergamo – indicando nell'equilibrio e nella freschezza anagrafica le due armi per arrivare sul pallone prima degli avversari.

SOLO CAFERRI E IL LAVORO DI SILVANI - Il dato più eloquente riguarda la continuità: dell'organico dell'anno scorso è rimasto soltanto il centrale Leonardo Caferri, che a 24 anni si ritrova nel ruolo di veterano. La costruzione del gruppo è stata condivisa con Luca Silvani, ex Atalanta e Sampdoria, ora referente dell'area scouting della prima squadra e responsabile del settore giovanile: «L'obiettivo è quello della salvezza valorizzando i giovani che abbiamo», il suo programma, in un girone B che riunisce buona parte delle formazioni orobiche.

ABBATE, BERGAMO NEL DESTINO - In panchina siede Matteo Abbate, maremmano che con Bergamo ha un conto aperto: proprio contro l'Atalanta esordì in Serie A ai tempi del Piacenza. Per lui è la prima esperienza in quarta serie da allenatore, dopo i passaggi in Lega Pro con Piacenza e Pergolettese e la parentesi alla Primavera del Sudtirol. «Ho voglia di rivalsa», ha spiegato, dopo un anno di stop, sottolineando come i piani a lungo termine debbano restare la bussola indipendentemente dai risultati immediati.

COSA MANCA ALLA ROSA - A occhio, al gruppo servirebbero ancora un paio di elementi d'esperienza, che potrebbero arrivare nelle prossime settimane. Un dettaglio, per gli attaccanti in cerca di rilancio: l'area del Belvedere ha una tradizione generosa con chi gioca davanti, e la storia recente del campionato lo conferma.

Il resto lo diranno le domeniche. Con una rosa così verde, il primo avversario da battere sarà l'impazienza.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Serie D / Data: Mer 29 luglio 2026 alle 13:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture