Ha gli occhi lucidi, Vozinha. Stringe al petto il premio di migliore in campo come fosse una creatura da proteggere, e si lascia andare alla commozione ripensando alla strada che lo ha portato fin qui, a quarant'anni suonati. Il pensiero corre ai nonni, a un'infanzia tutt'altro che semplice: «Non ho mai vissuto con i miei genitori: mio padre era nell'esercito e mia madre doveva lavorare per mantenerci. Così sono cresciuto con i nonni. Adesso non ci sono più e in campo ho pianto pensando a loro». E aggiunge un dettaglio che fa stringere il cuore: «Mamma non è venuta qui per problemi con il visto, ma sarà sicuramente molto felice».
𝐆𝐫𝐚𝐧𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐭𝐞 𝐞 𝐩𝐨𝐢 𝐥𝐞 𝐥𝐚𝐜𝐫𝐢𝐦𝐞 𝐝𝐢 𝐕𝐨𝐳𝐢𝐧𝐡𝐚
— DAZN Italia (@DAZN_IT) June 15, 2026
Esordio da sogno, a 40 anni, per il portiere di Capo Verde ✨
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L'ORGOGLIO DI UN POPOLO - Felice come tutto il popolo di Capo Verde, a cui il portiere dedica l'impresa: «Il loro amore ci dà tanta forza. Abbiamo fatto la storia del nostro Paese contro una delle squadre migliori del mondo. Sono molto orgoglioso e spero di raggiungere la seconda fase del Mondiale». Parole che raccontano la notte che ha consegnato Vozinha alla leggenda.
IL BOOM SUI SOCIAL - La popolarità, del resto, lo ha travolto come un'onda. Prima del fischio d'inizio il suo profilo Instagram contava 50mila follower; tre ore dopo la gara era già a quota 6,4 milioni. Una notorietà meritatissima per un uomo il cui nome per esteso è Josimar José Évora Dias, omaggio a Josimar Higino Pereira, il terzino destro del Brasile al Mondiale 1986. Il soprannome Vozinha, invece, glielo cucirono addosso i nonni, quando viveva sull'isola di São Vicente.
UNA NAZIONE IN FESTA - Per vivere quel momento storico, il governo di Capo Verde aveva dichiarato mezza giornata di vacanza: il debutto al Mondiale meritava di essere assaporato da ciascuno dei 550.000 abitanti, ognuno come e con chi voleva. L'abbraccio collettivo al triplice fischio resterà uno di quei ricordi destinati a non sbiadire mai – come racconta La Gazzetta dello Sport.
LA STORIA DI PICO LOPES - Tra gli eroi di giornata c'è anche Roberto Pico Lopes, difensore centrale dello Shamrock Rovers, ieri insuperabile. La sua convocazione ha dell'incredibile: arrivò tempo fa via LinkedIn, dove ricevette un messaggio dall'allora commissario tecnico Rui Águas. Lui non rispose, convinto fosse spam. Solo nove mesi più tardi, dopo un secondo messaggio, capì che faceva sul serio. E ieri ha imbrigliato gli attaccanti della Spagna: «Abbiamo lottato tutti insieme. Possiamo giocare meglio di così, in modo più offensivo, ma è un momento speciale».
IL PROGETTO BUBISTA - Dietro questo cammino c'è la mano di Bubista, al secolo Pedro Brito: ex difensore e nazionale, dal 2020 commissario tecnico e architetto del percorso virtuoso che ha portato l'arcipelago al primo Mondiale della sua storia. La sua rosa è un mosaico sparso per il mondo: c'è chi gioca in Spagna come Logan Costa al Villarreal, chi in Olanda come Monteiro, sette elementi in Portogallo — tra cui l'ex Verona Livramento — più giocatori in Turchia, negli Stati Uniti, in Russia e in altri otto campionati. Ognuno ha portato il suo mattone, tutti hanno fatto la storia, mentre tra gli atalantini protagonisti del torneo c'è anche Sead Kolašinac.
Chissà quanti bicchieri di grogue, il distillato nazionale simile al rum, saranno stati versati ieri sera dalle parti di Praia, capitale di quello che ormai si può chiamare l'arcipelago più felice del mondo, in un Mondiale che non smette di regalare sorprese.
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“ESPERÉ Y SOÑÉ TODA MI VIDA POR ESTE MOMENTO”.
— Ataque Futbolero (@AtaqueFutbolero) June 15, 2026
Vozinha, entre lágrimas y con la voz entrecortada, ufff. 🇨🇻❤️ pic.twitter.com/IZtIWp0gbl
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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