Uno scontro diretto che può valere una stagione. La gara tra nerazzurri e bianconeri non è solo una partita, ma un bivio nella corsa alla Champions: una dentro e una fuori. O quasi. I novanta minuti di sabato mettono di fronte due squadre che si giocano molto più dei tre punti, tra ambizioni ancora aperte e margini ormai ridotti. Di questo e dei temi che accompagnano la sfida di sabato sera alla New Balance Arena ha parlato Massimo Pavan, vicedirettore di TuttoJuve.com, in esclusiva a TuttoAtalanta.com.
LA SFIDA E LA CORSA CHAMPIONS
Come arriva la Juventus alla sfida? La vittoria sul Genoa è una bella spinta dopo il percorso recente?
«Arriva alla partita bene, ma non benissimo – confida in esclusiva ai microfoni di TuttoAtalanta.com –. Anche nella partita contro il Genoa ha evidenziato alcune difficoltà di gestione della gara dopo un inizio veramente di buon livello. È una squadra che presenta difficoltà proprio legate alla gestione delle fasi della partita all'interno della gara stessa».
Sull’altro fronte, che avversario si aspetta?
«Mi aspetto una squadra carica e determinata, come lo è il suo allenatore. Ha recuperato diversi calciatori e credo che possa essere pericolosa in fase offensiva. È sicuramente una formazione che può creare delle difficoltà a Spalletti».
La classifica dice che i bianconeri sono superiori ai nerazzurri. È realmente così?
«Non so se sia superiore. Sicuramente se ha dei punti in più è perché ha fatto meglio. Io credo che, in questa stagione, la squadra piemontese sia stata penalizzata in maniera importante dal punto di vista arbitrale. All’appello mancano almeno sette o otto punti. I bianconeri sono partiti forse meglio. Poi, con il cambio degli allenatori entrambe le squadre hanno fatto un buon percorso, ma di certo non entusiasmante visto che non sono nelle prime quattro posizioni di classifica».
La gara di sabato deciderà chi può ancora sperare nel quarto posto? Una dentro e una fuori?
«La gara di sabato è forse decisiva per i padroni di casa e molto molto importante per gli ospiti. Se i nerazzurri vogliono entrare nelle prime quattro possono solo vincere altrimenti, alla luce del calendario e della partita di Coppa Italia, la distanza dal Como diventerebbe un fardello troppo pesante da recuperare. I bianconeri di certo non devono perdere, ma devono provare anche a vincere per mettersi il prima possibile davanti al Como, che a suo favore ha gli scontri diretti. Quindi è una sfida sicuramente importante e al limite del decisivo per entrambe le formazioni».
IL DUELLO IN PANCHINA
Si parla di un possibile rinnovo di Spalletti prima della partita. Quanto può incidere, anche a livello mentale, un segnale di fiducia così forte nei confronti dell’allenatore alla vigilia di una partita delicata?
«Credo che in questa fase della stagione Spalletti consideri il rinnovo solamente un elemento accessorio. Il mister è focalizzato sul raggiungimento del quarto posto, che è l’obiettivo minimo per questo club, ma anche quello massimo che ora la squadra può raggiungere. Ovviamente il rinnovo sarebbe accolto con maggiore favore se si arrivasse nelle prime quattro posizioni. In caso contrario, la società opererebbe in modo diverso sul mercato e, forse, anche lo stesso Spalletti potrebbe considerare scelte differenti qualora la dirigenza non gli prospettasse un rafforzamento adeguato».
Palladino è all’inizio del suo percorso, Spalletti ha già una carriera definita: in campo si vede davvero questa differenza?
«Palladino nel suo percorso ha già dimostrato di essere un allenatore che può far male, soprattutto ai bianconeri: l'ha fatto col Monza, l'ha fatto quest’anno in nerazzurro e con la Fiorentina negli anni scorsi. Ha dimostrato di essere capace di vincere e di battere pure Spalletti. Sono due bravi allenatori, ognuno con la propria filosofia, tanto che il tecnico bianconero ha già elogiato in più di un'occasione il collega avversario».
Entrambi sono arrivati in corsa, in un momento complicato per le loro squadre: tra Palladino e Spalletti, chi pensa abbia inciso di più finora?
«A livello di punti ha inciso più Palladino. A livello di cambiamento d'idee di gioco e di far giocare bene la squadra penso che abbia inciso più Spalletti. In entrambe le squadre, però, l’allenatore ha portato qualcosa in più. L'avvento di Palladino è stato importante rispetto a quello che era stato il percorso iniziale di Juric. Lo stesso vale per Spalletti rispetto a quello che aveva fatto Tudor. Evidentemente le scelte croate iniziali non erano state molto azzeccate in nessuna delle due piazze».
TATTICA E ASSENZE
La discontinuità all'interno di una stessa partita è una delle principali difficoltà della formazione ospite in questo momento? E i nerazzurri, in qualche modo, possono approfittarne?
«Assolutamente sì. La squadra bergamasca ha già dimostrato di essere capace di approfittare delle discontinuità altrui. L'ha fatto in Coppa Italia e in un certo senso anche a Torino, in campionato, quando chiuse il primo tempo in vantaggio. I nerazzurri sanno benissimo come creare problemi alla formazione piemontese. Dovranno essere i bianconeri a evitare di essere messi ancora in difficoltà, com’è successo, invece, praticamente in due su tre delle ultime sfide tra le due formazioni».
Dobbiamo aspettarci un approccio diverso da parte degli ospiti per mettere in difficoltà la retroguardia avversaria?
«Nelle ultime partite la squadra ha sempre avuto un atteggiamento propositivo. È una formazione che sa attaccare bene, ma che non ama molto difendersi con tutti i suoi effettivi. A volte si distrae e qualcosa concede».
A cosa deve stare più attenta una squadra e viceversa?
«Per mettere in difficoltà gli ospiti, la squadra di casa dovrà sfruttare eventuali disattenzioni. I bianconeri, invece, secondo me devono puntare sull’uno contro uno, creare superiorità numerica e, sebbene non ci sia un attaccante di primo livello, sfruttare quest'aspetto con gli uomini a disposizione».
Quanto pesano le assenze di Perin e Vlahovic?
«L’assenza di Vlahovic pesa perché in queste sfide ha sempre avuto un buono score anche in passato, ma praticamente non è disponibile da ottobre e i compagni hanno imparato a sopperire a questa mancanza, disputando comunque buone partite. Senza Perin, per Di Gregorio sarà invece l’occasione giusta per rilanciarsi».
Per chiudere, secondo lei sarà una partita più simile all’1-1 dell’andata in campionato o al netto 3-0 di Coppa Italia?
«Come atteggiamento io credo che vedremo una prestazione ospite più simile a quella di Coppa Italia. Ovviamente mi auguro un finale diverso perché perdere 3-0 significherebbe fare un enorme passo indietro rispetto alla voglia di qualificazione in Champions League».
Novanta minuti che possono cambiare gli equilibri della corsa europea. Per la formazione nerazzurra è una partita da vincere per restare agganciata, per i bianconeri un passaggio fondamentale per non perdere terreno. Più che uno scontro diretto, un punto di svolta, perché da qui in avanti, per entrambe, non c’è più spazio per errori.
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