In un momento storico in cui il calcio italiano si interroga sulla cronica difficoltà di far emergere i propri talenti giovanili, la voce dell'Atalanta si leva forte e chiara per dettare la linea. A prendere la parola è Roberto Samaden, figura di assoluto spicco e responsabile del florido settore giovanile nerazzurro, che traccia un bilancio lucido dell'annata agonistica e lancia un appello per una vera e propria rivoluzione culturale nel nostro pallone.

CULTURA SPORTIVA E ZERO ALIBI - Il dirigente ha voluto subito sgombrare il campo dalle classiche giustificazioni, soffermandosi sulle recenti sfide incrociate e sulle polemiche legate alle direzioni di gara. Analizzando l'episodio del raddoppio avversario, ha mostrato grande onestà intellettuale: «Non ho rivisto bene l'azione del 2-0, ma dal vivo mi sembrava potesse esserci un fallo in favore del Sassuolo. Dobbiamo essere obiettivi, così come è giusto ricordare le nostre numerose occasioni per segnare». Un punto di partenza ineludibile – come riferisce il dirigente nerazzurro a SportItalia – per cambiare definitivamente l'approccio dell'intero movimento: «Quando si ha a che fare con i giovani, bisogna concentrarsi unicamente su quello che esprimono in campo. Dobbiamo smetterla di parlare degli arbitri se vogliamo davvero assecondare un cambiamento di mentalità strutturale».

IL MODELLO BERGAMASCO E LA PRIMAVERA - L'analisi si è poi spostata sul percorso intrapreso dalla cantera orobica. L'obiettivo primario resta la formazione dell'atleta a tutto tondo, ancor prima dell'ossessione per il risultato sportivo. «Il bilancio della nostra Primavera è assolutamente positivo», ha spiegato il dirigente. Le dinamiche interne, infatti, prevedono una sinergia e un travaso continuo di giocatori: «Come società puntiamo allo sviluppo individuale dei ragazzi, anche se l'accelerazione dei tempi verso l'Under 23 può talvolta mettere in difficoltà la Primavera, anticipando il salto nel professionismo di qualche elemento di spicco». Un meccanismo virtuoso che fornisce continuamente linfa vitale per la prima squadra nerazzurra, pronta ad accogliere i nuovi campioni sul prato della New Balance Arena, basti pensare di recenti ai profili di Bernasconi e Palestra

L'ISOLA FELICE DEI PERCASSI - Il fiore all'occhiello di questa macchina perfetta è rappresentato dalle strutture e dagli investimenti garantiti senza sosta dalla proprietà. «Spesso ci definiscono un'isola felice ed è la pura verità, ma in un sistema sano questa dovrebbe essere la normalità», ha sottolineato con forza l'ex dirigente interista. «Tutte le società dovrebbero poter disporre degli straordinari strumenti che la famiglia Percassi ci mette a disposizione quotidianamente: un centro sportivo all'avanguardia e un programma di sviluppo dal respiro profondamente europeo. A livello nazionale, se vogliamo davvero rilanciare i nostri vivai, servono i fatti. Non possiamo più permetterci di aspettare altro tempo».

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Sezione: Primo Piano / Data: Mer 08 aprile 2026 alle 20:06
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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