La diplomazia e le mezze verità vengono accantonate quando il richiamo della patria calcistica si fa assordante. In uno dei momenti storici più complessi per il nostro movimento, Aurelio De Laurentiis ha deciso di giocare a carte scoperte, tracciando di fatto il potenziale futuro di Antonio Conte. Il tecnico salentino, da sempre considerato l'architetto per eccellenza delle grandi rifondazioni, è il nome in cima alla lista dei desideri per la rinascita dell'Italia, e questa volta il patron azzurro sembra pronto a concedere il tanto sospirato via libera senza alzare barricate.

IL MESSAGGIO OLTREOCEANO - Le parole che certificano questo inaspettato disgelo istituzionale sono arrivate direttamente da Los Angeles, a margine della proiezione del film celebrativo sullo scudetto partenopeo. Il presidente campano ha spalancato le porte all'ipotesi federale con una sincerità disarmante: «Se me lo chiedesse Antonio penso che direi di sì». Un'apertura totale, condita però da una lucida precisazione sulle pretese dell'allenatore: «Poiché è molto intelligente, fintantoché non esiste un interlocutore serio, credo che lui desisterebbe nell’immaginarsi a capo di un qualche cosa completamente disorganizzata».

L'UOMO DELLE RICOSTRUZIONI - D'altronde, il curriculum dell'allenatore leccese parla chiaro. È l'uomo a cui i grandi vertici societari si affidano quando c'è da ricostruire dalle macerie. Lo aveva capito a suo tempo Andrea Agnelli alla Juventus, lo ha ribadito Steven Zhang all'Inter e lo ha confermato lo stesso De Laurentiis chiamandolo alle pendici del Vesuvio. Logico che oggi, di fronte a un'Italia disastrata, il suo profilo rappresenti l'ancora di salvezza perfetta. Lo stesso mister non ha nascosto l'orgoglio per le voci che lo accostano alla panchina azzurra, pur ribadendo la massima concentrazione sul presente napoletano.

IL PATTO DI FINE STAGIONE - Niente strappi traumatici, dunque, a differenza di quanto accadde in passato con Luciano Spalletti - spiega La Gazzetta dello Sport -. Tra l'attuale guida tecnica e la presidenza vige un rapporto di profonda stima e amicizia. Il club partenopeo rincorre la certezza aritmetica della Champions League e culla ancora qualche residua speranza tricolore, al netto dei tanti infortuni stagionali. Una volta in archivio il campionato, i due si siederanno a un tavolo per decidere il futuro con la massima trasparenza. Se l'Italia chiamerà con un progetto serio, l'addio sarà all'insegna della riconoscenza reciproca.

Il Napoli ha ritrovato mentalità e vertici della classifica grazie alla cura contiana. Ora, con un debito di gratitudine saldato, il condottiero potrebbe essere lasciato libero di rispondere all'urlo disperato della Nazionale azzurra.

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Sezione: Italia / Data: Mer 08 aprile 2026 alle 08:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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