Il calcio sa regalare copioni che superano la più fervida immaginazione, trasformando i protagonisti del rettangolo verde in salvatori improvvisati. Ne sa qualcosa Ezequiel Schelotto, che nel corso dell'ultimo fine settimana calcistico ha dovuto letteralmente svestire i panni dell'atleta e del dirigente per indossare quelli del pompiere provetto, evitando che una situazione critica degenerasse durante un match ufficiale.

FOLLIA IN SVIZZERA - Il surreale episodio è andato in scena durante la sfida valida per la terza serie elvetica tra il Paradiso – club ticinese di cui l'esterno è giocatore, azionista e vicepresidente – e l'FC Bavois. Nel bel mezzo della gara, vinta poi dai padroni di casa per 2-1, un improvviso rogo è divampato a pochi metri da una delle porte del Campo Pian Scairolo. Le fiamme, originate per cause ancora da accertare nei pressi di uno striscione del tifo locale, minacciavano di espandersi rapidamente verso le tribune del piccolo impianto, costringendo il classe 1989 a un intervento tanto tempestivo quanto provvidenziale.

IL POMPIERE EZEQUIEL - Senza pensarci due volte, l'ex cursore di fascia ha afferrato una manichetta a bordo campo, domando il principio d'incendio in prima persona sotto lo sguardo attonito dei mille spettatori presenti. Un gesto istintivo e di grande coraggio, che riaccende i riflettori su un profilo che in Italia ha lasciato ricordi importanti con le maglie di Cesena, Inter e Atalanta, prima di emigrare verso nuovi campionati. Chissà che l'attuale tecnico nerazzurro Raffaele Palladino non avrebbe apprezzato una simile grinta e prontezza di riflessi sulla fascia della New Balance Arena.

LE SCINTILLE IN PREMIER LEAGUE - Se in Canton Ticino ha spento le fiamme, in passato l'italo-argentino si è trovato ad alimentare fuochi ben più polemici all'interno dello spogliatoio. Dopo l'esperienza portoghese allo Sporting Lisbona, il suo approdo al Brighton è stato infatti segnato da un acceso diverbio con Graham Potter, all'epoca manager dei Seagulls e attuale commissario tecnico della Svezia. È lo stesso Schelotto a rivelare i dettagli della rottura: «In Inghilterra ho avuto un brutto faccia a faccia con lui. Giocavo sempre in casa, mai in trasferta. Così, dopo una bella vittoria contro l'Arsenal, gli ho chiesto il perché di questa disparità e per tutta risposta mi ha escluso dalla squadra per due settimane».

Oggi il trentaseienne sudamericano sembra aver trovato la sua oasi felice nella tranquillità della Svizzera del sud. E tra quote societarie, sgroppate sulla corsia di destra e incendi domati a mani nude, la sua parabola sportiva continua ad arricchirsi di capitoli degni di una sceneggiatura cinematografica.

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Sezione: TA-TV / Data: Mar 07 aprile 2026 alle 22:59
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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