Il futuro dell'Atalanta non è più un'ipotesi: è già in costruzione, mattone dopo mattone. Nelle prossime ore arriveranno le comunicazioni ufficiali che molti a Bergamo aspettano da settimane: Tony D'Amico e Raffaele Palladino lasceranno il club nerazzurro. Due addii che segnano la fine di un ciclo e l'apertura di uno nuovo, con Cristiano Giuntoli pronto a prendere le redini dell'area sportiva e a sedersi al tavolo con Luca Percassi per scegliere chi guiderà la Dea nella stagione 2026-2027.
LA PRIMA SCELTA SI CHIAMA SARRI - Il nome che circola con più insistenza è quello di Maurizio Sarri, e non è un mistero per nessuno. Il Comandante toscano è il profilo ideale per una rifondazione che punta a un calcio più riconoscibile, più verticale, più spettacolare rispetto a quanto visto nell'ultimo anno e mezzo. Il legame storico con Giuntoli — nato nei dilettanti e sbocciato nei tre anni d'oro al Napoli — è una variabile che pesa. Ma il percorso non è semplice: Sarri ha ancora un contratto con la Lazio fino al 2028, e prima di poter stringere la mano a chiunque dovrà sedersi con Claudio Lotito per trovare un accordo sulla risoluzione. Un passaggio obbligato, non un'automatismo — e intanto Sarri riflette, con l'Atalanta in vantaggio sul Napoli ma nulla ancora definito.
ITALIANO E GROSSO: DUE NOMI DA NON SOTTOVALUTARE - Le stesse difficoltà contrattuali che rendono complicato l'arrivo di Sarri valgono anche per gli altri candidati che restano assolutamente in corsa. Vincenzo Italiano è legato al Bologna fino al 2027, club con cui ha già costruito qualcosa di importante in termini di gioco e identità. Fabio Grosso ha un accordo con il Sassuolo che non è ancora risolto, e su di lui si registra anche l'interesse della Fiorentina. Entrambi i profili piacerebbero a Giuntoli, entrambi condividono una visione del calcio orientata alla costruzione dal basso e al predominio territoriale. Non sono i nomi più caldi del momento, ma il valzer delle panchine che passa da Bergamo è più affollato e imprevedibile di quanto sembri, e il calcio di mercato insegna che spesso chi è dato per favorito non arriva e chi sembrava lontano finisce per sorprendere tutti.
E POI C'È LA SORPRESA - Perché dietro i nomi di prima fila, c'è uno scenario che non è ancora emerso in maniera nitida ma che a Zingonia qualcuno comincia a sussurrare: una soluzione inattesa, un profilo che non rientra nei circuiti usuali del mercato degli allenatori italiani. Non un nome di rottura fine a se stesso, ma un tecnico che potrebbe rappresentare qualcosa di genuinamente nuovo per la piazza nerazzurra, esattamente come erano stati nuovi — ciascuno a suo modo — i cicli che l'hanno preceduto. L'Atalanta ha la storia e la credibilità per permettersi di sorprendere e secondo Niccolò Ceccarini di Tuttomercatoweb.com, il nome nuovo potrebbe essere quello di Paulo Sousa
LA TABELLA DI MARCIA - La volontà del club è chiara: chiudere la pratica il prima possibile, senza ripetere l'estate caotica dell'anno scorso che aveva portato all'arrivo di Ivan Juric dopo un casting prolungato. L'obiettivo è avere un nome definito entro pochi giorni dalla fine del campionato, così da permettere al nuovo allenatore di intervenire sin da subito sul mercato estivo, che sarà inevitabilmente rivoluzionario. Con Giuntoli alla regia e Percassi a fissare i paletti, la nuova Atalanta ha già cominciato a prendere forma. Manca solo il volto dell'uomo che la porterà in campo.
I giorni che seguiranno la partita di Firenze saranno probabilmente i più intensi e decisivi degli ultimi anni per il club nerazzurro. Il cantiere è aperto, i lavori sono già cominciati. Bergamo aspetta di sapere chi tirerà su le pareti.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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