La straordinaria marcia dell'Atalanta Primavera non conosce freni né ostacoli in questa esaltante stagione sportiva. Sul prestigioso prato dello Stadio Ricci, la formazione giovanile ha superato di slancio lo scoglio delle semifinali, piegando i padroni di casa del Sassuolo con un perentorio e inequivocabile due a zero per conquistare il meritato pass per l'attesissima finale di Coppa Italia.
L'EQUILIBRIO INIZIALE E IL LAMPO VINCENTE - Le primissime battute dell'incontro hanno raccontato una sfida estremamente equilibrata, giocata sul filo dell'alta intensità fisica e agonistica da ambedue gli schieramenti. A far tremare per primi i tifosi ospiti sono stati gli emiliani, vicinissimi al vantaggio attorno al ventesimo minuto quando Costabile ha liberato una velenosa conclusione incrociata, terminata di un soffio alla sinistra della porta difesa dall'attento Anelli. La pronta risposta della squadra sapientemente guidata in panchina da Giovanni Bosi non si è fatta attendere, concretizzandosi al trentaquattresimo: un intelligente lavoro di sponda di Amadou Camara ha innescato il tentativo di Baldo, respinto dalla retroguardia, ma sul pallone vagante il più lesto di tutti è stato Gabriele Pedretti, abile ad appoggiare in rete il provvisorio uno a zero. Il finale di frazione ha visto i vani tentativi di reazione affidati ad Acatullo e Kulla, rintuzzati dalle sortite offensive di Artesiani.
DOMINIO NELLA RIPRESA E IL SIGILLO FINALE - Il rientro in campo dagli spogliatoi ha sancito la definitiva supremazia della compagine bergamasca. Dopo appena due giri d'orologio, un magistrale traversone di Ramaj ha pescato in area ancora il guineano, la cui incornata ha esaltato i riflessi dell'estremo difensore Guri. La sfortuna ha poi negato la gioia della doppietta personale all'autore del primo gol, fermato clamorosamente dal palo al cinquantacinquesimo su una splendida conclusione a giro. Le timide folate offensive neroverdi, guidate da Gjyla e dal sussulto conclusivo di Cornescu, si sono infrante contro l'imperforabile muro ospite. A chiudere definitivamente i conti al settantasettesimo ci ha pensato l'indemoniato attaccante africano: lanciato a rete, ha fulminato il portiere avversario con un mancino chirurgico e millimetrico infilatosi dolcemente sul secondo palo, dimostrando qualità che non passeranno inosservate nemmeno agli occhi di Raffaele Palladino per il futuro in prima squadra.
L'APPUNTAMENTO CON LA STORIA - Il triplice fischio ha scatenato la meritata festa in campo per un gruppo che ha dimostrato maturità, organizzazione e un cinismo spietato. Ora tutti i riflettori si spostano verso la gloriosa Arena Civica Gianni Brera di Milano, teatro designato per ospitare la finalissima in programma mercoledì 29 aprile 2026.
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L’ #Atalanta vince 2-0 contro il #Sassuolo e vola in finale di Coppa Italia #Primavera 🇮🇹️
— Sportitalia (@tvdellosport) April 8, 2026
A decidere la sfida sono la rete di Pedretti e il gol di Camara nella ripresa, quest’ultimo finito al centro delle polemiche dei neroverdi per un fallo a inizio azione‼️#Sportitalia pic.twitter.com/Wp79OFuqqh
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