Il buio profondo che ha avvolto il calcio tricolore dopo la drammatica notte di Zenica fatica a diradarsi. A farsi carico del peso emotivo di un'intera nazione e a metterci la faccia, da vero leader, è Gianluigi Donnarumma. Il capitano della Nazionale, sprofondato nello sconforto per la clamorosa e terza esclusione consecutiva dalla Coppa del Mondo, ha deciso di rompere il silenzio ai microfoni di Sky Sport, spazzando via le velenose speculazioni delle ultime ore e tracciando la dolorosissima rotta per il futuro del movimento calcistico italiano.

LO SHOCK E LA LUNGA NOTTE AZZURRA - «Sono stati giorni estenuanti e carichi di amarezza, un sentimento condiviso con milioni di italiani. Desideravamo questo traguardo con tutta la nostra anima, ma purtroppo abbiamo fallito e il dolore è lancinante», ha confessato l'estremo difensore oggi in forza al Manchester City. L'ex giocatore del Psg non ha nascosto le immense difficoltà psicologiche nell'accettare l'epilogo arrivato dopo la lotteria dei calci di rigore contro la Bosnia. Metabolizzare la delusione richiederà tempo, ma l'imperativo categorico è quello di rialzare la testa in vista dei prossimi ravvicinati impegni europei e di Nations League, cercando di trarre ispirazione da ambienti calcistici sani e in continua crescita come quello forgiato da Raffaele Palladino alla New Balance Arena, un vero e proprio modello di rinascita e programmazione per l'intero Paese.

LA RABBIA SUI SOLDI E LE FALSITÀ SUI PREMI - A ferire profondamente l'orgoglio del classe 1999 non è stato soltanto il verdetto del campo, già analizzato amaramente sui propri canali social. Il portiere ha respinto con assoluto sdegno le indiscrezioni circolate in merito a presunte richieste economiche avanzate dallo spogliatoio per centrare la qualificazione al torneo organizzato tra Stati Uniti, Messico e Canada. «Sono rimasto letteralmente ferito e indignato dalle calunnie che ho letto. Da capitano garantisco che nessuno di noi ha mai preteso un solo centesimo. In questi tornei è la Federazione a stabilire un eventuale riconoscimento in caso di successo, ma la nostra unica, grande ricompensa sarebbe stata volare al Mondiale», ha tuonato il numero uno, spazzando via ogni ombra di avidità dall'atteggiamento della squadra.

IL SENSO DI COLPA E LA PROMESSA DI RINASCITA - Il peso del fallimento ricade inesorabilmente sulle spalle dei protagonisti, e il pensiero del capitano corre subito verso chi ha cercato di guidare la barca nella tempesta. «Provo un dispiacere immenso per figure storiche come Gennaro Gattuso, Gianluigi Buffon e per il presidente. Ci sentiamo i primi responsabili di questo disastro, è un fardello pesante. Li ringrazio per tutto il supporto che ci hanno dato», ha ammesso con sincerità. Eppure, in mezzo alle macerie, il talento campano invita a non radere al suolo tutto il percorso compiuto: «Non dobbiamo dimenticare il record di vittorie consecutive e la conquista di un Europeo, non è tutto da buttare via. Sarà durissima reagire, ma dobbiamo farlo con forza, nella totale consapevolezza che l'Italia tornerà a essere grande e vincente».

Le ferite di Zenica sanguineranno ancora a lungo, ma le parole del capitano tracciano la linea zero: da qui, con orgoglio e senza più alibi, il pallone italiano è chiamato a risorgere.

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Sezione: Interviste / Data: Gio 09 aprile 2026 alle 01:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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