L'urlo di Matteo Ruggeri scuote la Champions League e arriva dritto fino ai vertici della disastrata Federcalcio italiana, portando con sé un messaggio inequivocabile. Nella magica e folle notte europea che ha visto l'Atlético Madrid espugnare per due a zero il campo del Barcellona, mettendo di fatto un piede e mezzo nelle semifinali della massima competizione continentale, l'ex freccia della fascia atalantina si è ritagliata un ruolo da assoluto protagonista, rivendicando a gran voce uno spazio nel nuovo ciclo che dovrà faticosamente nascere dalle ceneri della Nazionale.
IL DISASTRO BLAUGRANA E LA FOLLIA ARBITRALE - L'attesissima sfida del Montjuïc si stappa a causa dell'incredibile autolesionismo dei padroni di casa. Il giovane Pau Cubarsì veste clamorosamente i panni del disastroso Alessandro Bastoni ammirato a Zenica, abbattendo da ultimo uomo Giuliano Simeone lanciato in contropiede. L'arbitro Istvan Kovacs opta in un primo momento per un giallo che sfiora il ridicolo, ma viene provvidenzialmente richiamato dal VAR per estrarre il sacrosanto e ineccepibile cartellino rosso. La beffa per i catalani si trasforma in condanna immediata: dalla punizione scaturita dall'infrazione, Julian Alvarez disegna una parabola perfetta che va a morire dolcemente all'incrocio dei pali, mandando i biancorossi negli spogliatoi con il minimo e pesantissimo vantaggio.
L'ORGOGLIO CATALANO E IL MURO DEL CHOLO - Al rientro in campo, il copione si ribalta dal punto di vista dell'atteggiamento. A differenza della pavida e sconcertante rassegnazione mostrata dall'Italia in Bosnia, il Barcellona sceglie di fregarsene dell'uomo in meno e spinge a tavoletta sull'acceleratore. I catalani si affidano al talento purissimo del loro reparto offensivo, con Lamine Yamal che sguscia ripetutamente e in modo estremamente pericoloso tra le maglie avversarie. L'estro spagnolo si infrange però inesorabilmente contro l'organizzazione difensiva orchestrata da Diego Pablo Simeone, come da tradizione perfetta, asfissiante e impenetrabile.
LA CORSA DI RUGGERI E IL MESSAGGIO AZZURRO - Nel momento di massimo sforzo dei padroni di casa, arriva la mossa che manda i titoli di coda sull'andata. Sulla corsia sinistra sale in cattedra l'ex esterno formato a Zingonia: il laterale italiano scappa via con una forza dirompente, alza la testa e confeziona un traversone al bacio che Alexander Sorloth deve soltanto tramutare in oro con uno splendido mancino al volo. Un due a zero letale che suona come una vera e propria candidatura per il futuro ct: i campioni italiani capaci di fare la differenza esistono, giocano in club di primissima fascia e sono pronti a disputare le semifinali di Champions League. Basterebbe solo avere la lungimiranza di guardare oltre i soliti, logori confini della Serie A.
Tra sei giorni, nel fortino del Metropolitano, all'Atlético basterà gestire questo preziosissimo tesoro per completare l'opera ed entrare tra le prime quattro d'Europa.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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