C'è chi guarda al calcio con gli occhi di chi lo ha vissuto davvero, dall'interno, stagione dopo stagione. Reginaldo Ferreira da Silva, attaccante brasiliano con oltre 150 presenze in Serie A nelle maglie di Treviso, Fiorentina, Parma, Siena, Reggina e Catania, è uno di questi. In un'intervista esclusiva rilasciata a News.Superscommesse.it, l'ex bomber si è fermato sul futuro dell'Atalanta: la scelta di Maurizio Sarri come nuovo allenatore e la valutazione di 50 milioni imposta dal club bergamasco su Marco Palestra. Parole nette, senza diplomatismi.
SÌ A SARRI, MA CON UN RIMPIANTO - Sul cambio di guida tecnica, Reginaldo ha le idee chiare, ma non nasconde una riserva di carattere sentimentale. «Credo che Sarri possa fare benissimo con le caratteristiche dei giocatori che ha l'Atalanta» — ha dichiarato l'ex attaccante ai microfoni della testata — «ma avrei confermato Palladino, perché mi piace tantissimo come allenatore e sta dimostrando da diverso tempo di essere molto in gamba. Una possibilità gliel'avrei concessa, perché con il suo arrivo la squadra ha cambiato completamente passo, dando prova di seguire il suo allenatore». La stima per Raffaele Palladino è evidente. Ma l'esperienza conta, e su questo Reginaldo non ha dubbi: Sarri è pronto a firmare il triennale con l'Atalanta, e il brasiliano crede che il Comandante abbia tutto per riportare la Dea stabilmente in Europa. «Con l'esperienza che ha Sarri — ha aggiunto — credo che l'Atalanta possa proiettarsi per tornare di nuovo a giocare in Europa».
I 50 MILIONI? UNA FOLLIA - Sul capitolo Palestra, il tono cambia e si fa più tagliente. L'ex centravanti non condivide la valutazione che l'Atalanta ha messo sul terzino, corteggiato dall'Inter. «Penso che cifre simili stiano rovinando il calcio, già da un bel po'» — ha dichiarato senza giri di parole — «si tratta di un terzino ancora molto giovane, ha dimostrato di valere e ha margini di miglioramento, non lo dubito, ma è un giocatore che ha fatto bene soltanto per una stagione». L'analisi di Reginaldo entra poi nel merito del percorso del ragazzo: quando era all'Atalanta, nonostante la stima di Gian Piero Gasperini, il minutaggio era stato ridotto dalla concorrenza di Davide Zappacosta e Rafael Tolói. La Dea tiene duro sul prezzo di 50 milioni, ma per Reginaldo il contesto dell'exploit al Cagliari va pesato con attenzione: «Ha giocato in una squadra con l'obiettivo della salvezza. Valutarlo 50 milioni, per me, è davvero troppo».
IL PARAGONE CON DUMFRIES - L'ex attaccante non contesta il talento del giovane terzino, ma lo mette a confronto con il valore di mercato di Denzel Dumfries, un giocatore che la sua affidabilità ad alti livelli l'ha dimostrata nel tempo: «Se fossero stati spesi per prendere Dumfries, uno che sta dimostrando da anni la sua forza a certi livelli e può farlo ancora per un bel po', potrei comprenderlo, ma non spenderei tutti quei soldi per Palestra». L'Inter punta su Palestra come erede di Dumfries e ha già presentato un'offerta da 45 milioni, rispedita al mittente da Bergamo. La forbice tra domanda e offerta è ancora ampia, e le parole di Reginaldo sembrano fotografare un dibattito che, a questo punto, non riguarda solo una singola trattativa, ma il sistema di valori del calcio contemporaneo.
Voci come quella di Reginaldo sono utili, a volte scomode, sempre necessarie. Il mercato corre, i numeri crescono, e ogni tanto qualcuno che ha vissuto lo spogliatoio ricorda che dietro a ogni cifra c'è ancora un giocatore, con una carriera tutta da dimostrare.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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