Il mercato più atteso dell'estate ha trovato il suo epicentro, e porta il nome di Marco Palestra. L'assalto dell'Inter al laterale destro classe 2005, di proprietà dell'Atalanta e reduce da una stagione da protagonista in prestito al Cagliari, è ufficialmente partito — ma chi si aspetta una conclusione rapida rischia una cocente delusione. Siamo all'inizio di una trattativa destinata a occupare settimane, forse l'intera estate, con la Dea che ha fissato il proprio prezzo e non ha la minima intenzione di abbassarlo per cortesia altrui.

LA VOCE DA COVERCIANO - Il catalizzatore lo ha fornito lo stesso giocatore, nel migliore dei modi possibili. Dal ritiro della Nazionale a Coverciano, Palestra non ha usato giri di parole: «Mi sono sempre sentito pronto per fare il salto in un grande club». Una dichiarazione chirurgica, pronunciata con la naturalezza di chi conosce il proprio valore e non ha paura di affermarlo davanti a una sala stampa. Le parole hanno rimbalzato immediatamente sui tavoli di mercato, accelerando discussioni già avviate da settimane. L'esterno, impegnato con gli Azzurri nelle amichevoli contro Lussemburgo e Grecia, ha già la testa proiettata alla prossima stagione.

L'OFFERTA E IL MURO - L'Inter ha provato ad aprire la trattativa con 40 milioni di euro più bonus: proposta rispedita al mittente senza eccessive discussioni. La famiglia Percassi ha fissato la soglia a 50 milioni netti, e chi conosce la filosofia negoziale bergamasca sa che non si tratta di un'apertura ma di un punto d'arrivo. Il precedente più recente parla chiaro: per Palestra l'Atalanta non farà sconti a nessuno, così come non li fece per Ademola Lookman, la cui vicenda — proprio con l'Inter sullo sfondo — si concluse senza lieto fine per i nerazzurri di Milano.

IL NODO DUMFRIES - Perché l'Inter possa davvero accelerare su Palestra, occorre prima risolvere l'equazione sulla fascia destra che ha già: Denzel Dumfries. L'olandese dispone di una clausola rescissoria attivabile dal prossimo 1° luglio per una cifra vicina ai 25 milioni di euro — secondo Fabrizio Romano, leggermente al di sotto di quella soglia — e il Real Madrid di José Mourinho ha già fatto pervenire la propria manifestazione d'interesse. Prima dei blancos si erano mossi diversi club di Premier League, e nelle prossime settimane si capirà chi tra i corteggiatori è davvero pronto a pagare la clausola e soddisfare le richieste d'ingaggio del giocatore. La partenza di Dumfries è il pre-requisito finanziario e tecnico che consentirebbe ai campioni d'Italia di alzare concretamente l'offerta per il laterale nerazzurro.

IL CONTESTO ATALANTINO - La Dea, nel frattempo, gioca la propria partita con la lucidità di chi si trova in una posizione di forza. La cessione di Éderson al Manchester United — operazione strutturata su una base fissa di 45 milioni più bonus, per un totale complessivo attorno ai 50 — ha già messo in cassaforte una cifra ragguardevole. Se si aggiungesse la vendita di Palestra per analoga cifra, il nuovo direttore sportivo Cristiano Giuntoli si ritroverebbe con circa 100 milioni da investire per plasmare la rosa che Maurizio Sarri chiede. Una cifra che trasforma l'Atalanta da protagonista del mercato in uscita a grande acquirente di quello in entrata. La rivoluzione nerazzurra, in altre parole, si autofinanzia: una caratteristica che da anni distingue il modello Percassi da quasi tutto il resto del calcio italiano.

L'estate di Bergamo non ha ancora detto la prima parola vera. Ma l'Atalanta sa già come andrà a finire: alle proprie condizioni.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mar 02 giugno 2026 alle 16:10
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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