Il mercato dell'Inter parla già una lingua precisa, e quella lingua ha un nome: Marco Palestra. Il laterale classe 2005, di proprietà dell'Atalanta e reduce da una stagione da protagonista assoluto in prestito al Cagliari — coronata dal debutto in Nazionale — è diventato l'obiettivo numero uno dei campioni d'Italia per l'estate che si apre. Una priorità dichiarata, sposata con convinzione da Cristian Chivu, che in quel motorino instancabile sulla fascia intravede il tassello capace di cambiare il volto della squadra nerazzurra di Milano.
LA LOGICA DEL DOPPIO AFFARE - L'operazione ha una sua coerenza interna che va ben oltre il semplice acquisto di un talento emergente. L'Inter punta a costruire il futuro della corsia destra partendo da Palestra proprio perché ha il forte sospetto che Denzel Dumfries eserciterà entro luglio la clausola rescissoria da 25 milioni presente nel suo contratto in scadenza nel 2028, a 4 milioni netti a stagione. Il Mondiale alle porte, con la vetrina globale che offre, non farà che amplificare le attenzioni delle big europee sull'olandese. Meglio non farsi trovare scoperti, anticipando i tempi con un successore già pronto. L'Atalanta fissa il prezzo e non cede di un centimetro davanti alle pressioni interiste, consapevole di avere tra le mani un patrimonio di rarissimo spessore.
I NUMERI DELL'OPERAZIONE - Sul piatto, l'Inter è pronta a mettere 40 milioni. Una cifra apparentemente paradossale per un ruolo già coperto da Dumfries, ma che trova la sua logica nel ragionamento finanziario complessivo: se l'olandese dovesse partire, i 25 milioni incassati dalla clausola sarebbero quasi interamente plusvalenza, e il monte ingaggi si alleggerirebbe di circa quattro milioni lordi. A Marco Palestra verrebbe proposto un ricco quinquennale da due milioni netti a stagione, a fronte degli attuali 280.000 euro percepiti dopo la prima stagione da titolare in Serie A. Un'operazione che Oaktree guarda con favore, essendo perfettamente allineata alla doppia direttrice del fondo: abbassare l'età media della rosa e alleggerire il peso degli stipendi. Detto questo, la posizione dell'Atalanta resta granitica: al momento, 40 milioni non bastano.
IL VALORE STRATEGICO DI PALESTRA - Chivu lo vuole non solo come erede di Dumfries sulla fascia destra. Il ragazzo di Buccinasco sa giocare su entrambe le corsie, il che lo rende una risorsa preziosa anche in ottica di una potenziale uscita di Carlos Augusto, il cui contratto scade nel 2028 e che ha già attirato offerte concrete. Una duttilità che, sommata alla giovane età e alla continuità mostrata con la maglia del Cagliari — dove ha disputato oltre trenta partite da titolare — lo trasforma in un profilo che l'Inter considera a lungo termine, un investimento sul presente ma soprattutto sul futuro. Intanto – come riferisce La Gazzetta dello Sport – il club meneghino non ha intenzione di aspettare le mosse di Dumfries e intende chiudere Palestra prima che si apra qualsiasi finestra per l'addio dell'olandese.
È un mercato da campioni d'Italia, quello che si va costruendo a Milano: ambizioso, pianificato con precisione chirurgica, ma che deve fare i conti con la solidità granitica di un'Atalanta che non sente ragioni. La partita per Palestra è solo all'inizio, e potrebbe rivelarsi il colpo dell'estate.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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