Il centrocampista dell’Atalanta Marten De Roon, ospite del Supernovapodcast, ha ripercorso la sua esperienza a Bergamo iniziata nel 2015 (con la parentesi al Middlesbrough nel 2016-17), soffermandosi su allenatori, compagni, successi e momenti difficili.

Gasperini e la crescita all’Atalanta - "Con Gasperini mi sono trovato bene. Lo sento ogni tanto perché mi ha aiutato tanto: grazie a lui sono diventato un giocatore molto forte, fino alla Champions e alla Nazionale. Ha un carattere vincente ed è naturale seguirlo”.
De Roon riconosce anche le difficoltà iniziali: “All’inizio non è facile seguirlo, nei primi mesi ho fatto fatica, poi ti abitui e vedi i risultati. È una questione di mentalità”.
Sul suo approccio: “Mette tutti sullo stesso piano in campo, fuori è una persona meravigliosa”.

Le bandiere nel calcio moderno - Secondo lui restare a lungo in una sola squadra è raro: “Dipende da tanti fattori, oggi molti cercano il salto in grandi club. Rimanere è difficile, anche se da noi l’Atalanta è diventata grande. Penso a Berardi o Marusic”. Bergamo, però, resta speciale: “È una città piccola ma perfetta per la famiglia, con tifosi rispettosi e calorosi”.

I compagni: Ilicic e Koopmeiners - Su Ilicic ricorda un momento delicato: “Ha vissuto la depressione, una volta si è messo a piangere in allenamento raccontandomi cosa stava passando. Tutta la squadra lo ha aiutato molto”.
Su Koopmeiners: “È molto forte, ma tra Atalanta e Juventus cambia tutto. Ha bisogno di continuità e allenamenti intensi”.

Ricordi, Serie A e giovani “Da bambino amavo Van Basten e l’Ajax. In Serie A c’erano tanti olandesi che hanno fatto la storia”.
Sul calcio italiano di oggi: “C’è troppa paura nei giovani. Bisogna avere più fiducia, come ha dimostrato Palestra”.

Il VAR e il calcio moderno - “Oggi il calcio è più rigido: basta una piccola cosa e vieni ammonito. È diventato più prevedibile”.

Il futuro da allenatore - “Mi piacerebbe allenare un giorno. Ne ho parlato con Gasperini e Palladino. È un lavoro impegnativo, ma vorrei iniziare con i giovani. Però sono anche un uomo di famiglia”.

Europa League e la notte di Dublino - “La svolta è stata lo 0-3 con il Liverpool: ci ha fatto capire che potevamo vincere. La finale di Dublino contro il Leverkusen è stata perfetta”. E aggiunge: “La finale di Coppa Italia persa contro la Juve ci ha dato la spinta giusta per reagire”.

L’infortunio e la finale mancata - “Contro la Juventus mi sono fatto male e ho saltato la finale. Ho pianto per tre giorni, poi sono tornato a Zingonia per sostenere la squadra da capitano”.

Lookman, Papu Gomez e gestione del gruppo - Su Lookman: “Ha voluto allenarsi da solo in un’estate particolare, ma poi è rientrato nel gruppo. Alcuni non l’hanno presa bene, ma certe cose vanno gestite”.
Sul caso Papu Gomez: “Era una questione tra lui, la società e Gasperini”.

La festa e il Bayern - “La festa per l’Europa League è stata indimenticabile: pullman scoperto, ore di viaggio e tante birre”.
Sul Bayern Monaco: “Sono stati ingiocabili. Quando sono così forti bisogna riconoscerlo. Sono la squadra più forte contro cui abbia mai giocato”.

Sezione: Copertina / Data: Gio 04 giugno 2026 alle 10:45 / Fonte: Tuttomercatoweb
Autore: Daniele Luongo
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