Davide Zappacosta, intervenuto in una lunga intervista rilasciata ai microfoni de L'Eco di Bergamo, ha affrontato diversi temi, tra cui il momento cruciale della stagione nerazzurra, l'evoluzione del suo ruolo sotto la guida del nuovo mister e la sana competizione all'interno dello spogliatoio. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Il calendario impone un trittico di sfide ad altissima tensione: siete pronti ad affrontare snodi che valgono un'intera stagione?
«Ci aspettano incroci vitali contro Juventus, Roma e Lazio in Coppa Italia. Arriviamo da una rincorsa pazzesca e ci siamo guadagnati l'opportunità di vivere queste notti. C'è grande fermento, l'atmosfera è carica di vibrazioni positive e scenderemo in campo per giocarcela a viso aperto, puntando a traguardi di prestigio.»

C'è un pizzico di amarezza ripensando alle difficoltà vissute nei primissimi mesi di campionato?
«Assolutamente no, non vivo di rimorsi - confida -. Abbiamo faticato in avvio e perso qualche punto per strada, ma il gruppo ha saputo mantenere la bussola salda. La costanza ci ha premiato: abbiamo macinato punti e, statistiche alla mano, in questo 2026 stiamo tenendo un ritmo da vertice. Dobbiamo solo continuare a surfare su quest'onda di fiducia ed entusiasmo.»

Sulla corsia di destra la sinergia con De Ketelaere sembra rasentare la perfezione, con lei pronto a stringere quando Scalvini si spinge in avanti. Quanto lavoro c'è dietro questo ingranaggio?
«È il frutto di infinite prove sul campo di allenamento. Il calcio moderno impone dinamismo e continue rotazioni per disorientare chi ci sta di fronte. La vera forza, però, è che chiunque scenda in campo ha interiorizzato questi movimenti. Il livello tecnico della rosa è altissimo e questo alza positivamente l'asticella per tutti.»

Avendo lavorato con grandi strateghi, e ora con un innovatore come Palladino, la stuzzica l'idea di sedersi in panchina a fine carriera?
«Ad essere sincero, è un'ipotesi che al momento non mi attrae per nulla. I vari maestri che ho incontrato lungo il mio percorso mi hanno arricchito profondamente come calciatore, trasmettendomi sfumature diverse e preziose, ma non mi ci vedo proprio nei panni dell'allenatore.»

L'impressione è quella di un giocatore nel pieno della sua maturità calcistica, capace di trasformare le indicazioni tattiche in giocate letali. La Dea ha il suo equilibratore perfetto sulle fasce, un elemento che coniuga saggezza ed esplosività, pronto a guidare i compagni nel momento più caldo dell'anno sportivo.

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Sezione: Primo Piano / Data: Gio 09 aprile 2026 alle 07:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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