Il difensore Isak Hien si sta ritagliando un ruolo da protagonista assoluto, dimostrando che quando una retroguardia s'imbatte in un attacco altamente competitivo, fisicità e dinamismo devono essere paragonabili a quelli di una squadra speciale SWAT. Citando il celebre sergente Daniel "Hondo" Harrelson dell'omonima serie televisiva, l'obiettivo primario è bloccare gli avversari in un perfetto «Codice 4». Nell'Atalanta tale figura imponente coincide perfettamente con il centrale svedese, che proprio nel delicatissimo incrocio contro il Napoli si è tolto di dosso un bel po' di polvere, dimostrando sul campo di essere un grandissimo baluardo all'altezza della situazione, nonostante una stagione vissuta su binari abbastanza particolari.

L'ALTALENA E IL CAMBIO IN PANCHINA - L'annata attuale doveva consacrarsi come quella del cosiddetto «grande salto» per il giocatore, a fronte di una presenza ormai in pianta stabile nel cuore della retroguardia vista e apprezzata nel corso degli ultimi due anni. Nel passaggio da Gasperini a Juric la musica non sembrava essere cambiata, considerando anche l'ottimo equilibrio difensivo mostrato nelle primissime giornate di campionato, con soli sei gol subiti in otto partite. Con il successivo crollo dell'Atalanta, anche lui non è stato esente da difficoltà, palesando le stesse insicurezze di tutta la squadra. Dall'arrivo in panchina di mister Palladino, l'altalena di prestazioni è cominciata a farsi decisamente più evidente: se da un lato spiccano il gol realizzato contro il Genoa e la prova di enorme solidità offerta in Europa contro l'Eintracht Francoforte, dall'altro pesano come macigni alcune apparizioni decisamente sottotono (su tutte quelle rimediate contro Pisa, Verona e Union SG). Passaggi a vuoto che avevano spinto il tecnico a rivedere le gerarchie interne, mostrandosi pronto ad affidarsi al più esperto Djimsiti, seppur Hien, per limiti di età e potenzialità inespresse, potesse garantire quel passo in più in determinate tipologie di gare.

LA RINASCITA E I NUMERI DA LEADER - Lo svedese - analizza TMW - ha tuttavia saputo incarnare alla perfezione il concetto primario richiesto dall'Atalanta targata Palladino: essere pronti a tutto, sempre. Subentrando a gara in corso contro il Borussia Dortmund, ha fornito un'immediata e tangibile dimostrazione di dinamicità e precisione chirurgica negli interventi, guadagnandosi meritatamente la fiducia per la successiva e complessa gara di campionato contro il Napoli. Domenica, infatti, Hien ha giocato una partita di pura sostanza, grande esperienza e notevole velocità, rivelandosi in grado di bloccare e annullare persino un cliente scomodo come Rasmus Hojlund. Togliendosi la polvere di dosso accumulata in questi mesi di rendimento alterno, il difensore ha ribadito la sua centralità nel progetto: non a caso, spulciando le statistiche della rosa, risulta essere primo in assoluto per palloni rubati (45), intercettati (20) e duelli vinti (96). Un eccellente punto di partenza e di crescita nonostante le oggettive difficoltà incontrate lungo il cammino: un discorso che vale per lui, così come per l'intero gruppo nerazzurro. «Una squadra, una missione»: portare l'Atalanta a giocarsela fino in fondo per un posto nella prossima Champions League.

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Sezione: Primo Piano / Data: Sab 28 febbraio 2026 alle 17:34
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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