L'Atalanta ha recentemente messo in fila dieci utili consecutivi, un traguardo che rappresenta un vero e proprio record per il calcio italiano. Tuttavia, il Bayern Monaco viaggia su cifre e continuità ancora più impressionanti, avendo chiuso con un profitto gli ultimi trentatré bilanci. Per trovare una perdita nel bilancio della compagine bavarese bisogna tornare indietro nel tempo fino alla stagione 1991/92, un'annata pessima anche sotto il versante sportivo: in Coppa di Germania la squadra uscì alla prima partita contro il modesto Homburg, in Coppa Uefa incassò un sonoro sei a due dai danesi del B 1903 e, dulcis in fundo, chiuse la Bundesliga al decimo posto, ad appena cinque punti dalla zona retrocessione, collezionando ben quindici sconfitte in trentotto giornate.
IL RILANCIO E IL BILANCIO RECORD - Da quel clamoroso disastro sportivo - descrive L'Eco di Bergamo - e finanziario furono però create le basi per la ricostruzione, i cui effetti benefici e duraturi si vedono ancora oggi. L'introduzione della pay-tv in Bundesliga e il lancio della Champions League, avvenuti l'anno successivo, hanno fornito linfa vitale al club tedesco, che ha archiviato il bilancio 2024/25 con un fatturato mostruoso di 978,3 milioni di euro, in crescita del 2,8 per cento rispetto all'anno precedente. L'utile lordo si è attestato a 42,5 milioni di euro, mentre quello al netto delle imposte ha raggiunto i 27,1 milioni di euro. Risultati straordinari che hanno indotto Jan-Christian Dreesen, amministratore delegato del club, a dichiarare con orgoglio: «Il Bayern rimane finanziariamente solido, sulla buona strada dal punto di vista sportivo e unito nello spirito di squadra: questa è la tripletta del Mia san Mia». Quest'ultimo è il celebre motto del club in dialetto bavarese, traducibile come «Noi siamo Noi», riprodotto fieramente sul retro delle maglie da gioco proprio sotto il colletto.
LA FILOSOFIA DELLA SOCIETÀ - Dreesen ha poi proseguito nella sua lucida analisi gestionale: «Nonostante i tempi turbolenti, abbiamo ancora una volta raggiunto ricavi record e registrato solidi utili. Non spendiamo più di quanto guadagniamo. Questo atteggiamento fa parte della nostra filosofia e continuerà a guidarci negli anni a venire. Il successo del Bayern è il risultato di una comunità forte: dipendenti specializzati, partner e sponsor affidabili e una collaborazione costruttiva all'interno del consiglio di amministrazione».
I NUMERI DELLA SUPERPOTENZA - Gli sponsor e il marketing rappresentano la voce fondamentale che permette al Bayern Monaco di recuperare il gap nei diritti televisivi con le ricchissime società della Premier League, considerando che dalle tv nazionali incassa «appena» 105,3 milioni di euro. Dalle aziende, infatti, il club ha incassato nell'ultimo anno solare ben 240,2 milioni di euro, un valore destinato inesorabilmente a crescere visto che in questa stagione dalla sola Deutsche Telekom, sponsor principale di maglia, arrivano 65 milioni di euro. A questo tesoretto si aggiunge un calderone da 260,7 milioni di euro che include i premi Uefa (in questa edizione della Champions League il bottino è già a quota 97 milioni di euro), i ricavi del Mondiale per Club (58 milioni di euro stimati per il 2025) e i formidabili incassi derivanti dallo stadio. In media, per ogni singola partita ufficiale disputata all'Allianz Arena, impianto inaugurato nel 2005 e costato 340 milioni di euro, la società incassa 5,7 milioni di euro. Una cifra inimmaginabile per il nostro panorama, così come il clamoroso gruzzolo di 150,5 milioni di euro generato nell'ultimo anno dalla sola vendita del merchandising.
COSTI E RICAVI SECONDARI - A completare il quadro dorato delle entrate ci sono 117,7 milioni di euro di ricavi derivanti dai trasferimenti dei calciatori e 51,9 milioni di euro di entrate assortite provenienti da museo, affitti, squadre riserve, settore giovanile e formazioni femminili. Eppure, a fronte di introiti così elevati, il costo complessivo del personale è rigorosamente contenuto entro la soglia dei 408,3 milioni di euro, mentre i costi operativi generali ammontano a 310 milioni di euro. Una potenza devastante a livello europeo, ma gestita con estrema oculatezza manageriale.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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