La poltrona più rovente del calcio italiano ha ufficialmente acceso la miccia di una campagna elettorale che si preannuncia senza esclusione di colpi. Con le dimissioni di Gabriele Gravina, la corsa al vertice della Federcalcio si è trasformata in un autentico scontro tra titani, delineando un duello rusticano che vede contrapposti Giovanni Malagò, l'uomo forte calato sul tavolo dalla Serie A, e Giancarlo Abete, pronto a raccogliere la sfida forte dell'immenso bacino elettorale della Lega Nazionale Dilettanti.

I DUBBI DEL CONI E LA MOSSA DEI DILETTANTI - La scacchiera politica è in pieno fermento e le prime pedine iniziano a muoversi con estrema cautela. Il consiglio direttivo della LND è atteso a ore per pronunciarsi ufficialmente sulla candidatura del suo leader, un passaggio formale ma non banale, considerando che l'ex numero uno dello sport italiano vanta storiche e solide aderenze anche nel mondo dilettantistico. Il vero rebus, tuttavia, risiede nelle intenzioni del candidato della massima serie: l'ex capo del CONI scenderà nell'arena solamente se avrà la matematica certezza di avere i numeri per trionfare. In caso contrario, il rischio di un clamoroso e ritirato «no, grazie» dell'ultimo minuto resta un'ipotesi più che concreta.

IL PALLOTTOLIERE DEI VOTI E L'AGO DELLA BILANCIA - Il sistema elettorale federale è un complesso mosaico di pesi e contrappesi, in cui la maggioranza semplice decreterà il vincitore finale attraverso un voto elettronico e a scrutinio segreto. Se la Serie A pesa per il 18% (con venti delegati) e i Dilettanti dominano con il loro 34%, il vero ago della bilancia sarà rappresentato da chi vive il campo ogni domenica. L'Assocalciatori (20%) e l'Assoallenatori (10%) detengono un pacchetto del 30% capace di spostare irrimediabilmente gli equilibri, ma al momento restano alla finestra in attesa di valutare i programmi. A completare il quadro ci sono la Lega Pro (12%) e la Serie B (6%), pronte a riunirsi per definire le proprie strategie. In caso di corsa a due o candidato unico, il regolamento prevede un massimo di tre scrutini, mentre con più pretendenti si procederà a un primo turno di sfoltimento seguito da un eventuale ballottaggio.

IL CRONOPROGRAMMA VERSO LA VITTORIA - L'agenda politica è già fitta di appuntamenti cruciali. La giornata di martedì 14 aprile segnerà il primo snodo fondamentale, con il consiglio della LND chiamato ad accreditare il proprio alfiere e l'assemblea della serie cadetta riunita per dibattere le questioni federali. Il 20 aprile toccherà alla Lega di Serie A incontrare ufficialmente il proprio candidato, seguita il 28 aprile dalle consultazioni della terza serie. Il termine ultimo e inderogabile per il deposito formale delle candidature è fissato per il 13 maggio, tappa di avvicinamento decisiva prima del fatidico lunedì 22 giugno, giorno in cui si apriranno le urne.

I giochi di palazzo sono appena iniziati e il pallottoliere elettorale fuma già: il calcio italiano si prepara a scegliere il suo nuovo, potentissimo condottiero.

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Sezione: Serie A / Data: Lun 13 aprile 2026 alle 19:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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