È arrivato il momento dei saluti ufficiali. L'Atalanta Bergamasca Calcio ha comunicato la separazione da Tony D'Amico: quattro stagioni intense, una rivoluzione dirigenziale continua, una Conference League conquistata e soprattutto una UEFA Europa League alzata al cielo di Dublino nel maggio 2024. Il comunicato del club è sobrio e diretto, come da tradizione nerazzurra — «Le strade si dividono, professionalmente» — ma carico di gratitudine autentica verso un dirigente che ha lasciato un'impronta profonda nella storia recente della Dea.
IL MESSAGGIO DEL CLUB - La nota ufficiale dell'Atalanta porta la firma emotiva di tutta la famiglia nerazzurra: Luca Percassi e il padre Antonio, insieme alla famiglia Pagliuca e a tutto il club bergamasco, ringraziano sentitamente il Direttore e gli augurano il meglio per il futuro professionale. Un addio senza strappi, senza veleni, senza parole di troppo. Esattamente come D'Amico ha sempre condotto il suo lavoro: con discrezione, competenza e la consapevolezza che nel calcio — come nella vita — i cicli finiscono e i nuovi cominciano.
QUATTRO STAGIONI DA PROTAGONISTA - D'Amico era arrivato a Zingonia nell'estate del 2022, proveniente dal Verona dove aveva già dimostrato di saper lavorare con intelligenza su budget contenuti. All'Atalanta ha trovato un palcoscenico più grande e lo ha riempito alla perfezione. Sotto la sua gestione il club ha centrato due qualificazioni consecutive in Champions League, ha raggiunto la finale di Coppa Italia nel 2024-25 e soprattutto ha alzato il trofeo più importante della storia del club: quella UEFA Europa League conquistata a Dublino il 22 maggio 2024, battendo il Bayer Leverkusen 3-0 con una prestazione leggendaria. Un capolavoro firmato Gasperini, certo, ma costruito mattone dopo mattone anche da D'Amico con acquisti indovinati, cessioni redditizie e una capacità di reinvestire il capitale in modo sempre funzionale al progetto tecnico.
I COLPI CHE RESTANO NELLA STORIA - Il mercato di D'Amico all'Atalanta è una galleria di intuizioni centrate. Gianluca Scamacca riscattato dal West Ham dopo un prestito brillante, Mateo Retegui strappato al Genoa per poi essere ceduto all'Al-Qadsiah per oltre 60 milioni con una plusvalenza monstre, Marco Carnesecchi blindato come portiere titolare, l'acquisto di Charles De Ketelaere e — nella sua ultima estate da protagonista — il rinnovo di Ademola Lookman e la gestione del passaggio di Teun Koopmeiners alla Juventus per 58 milioni. Un curriculum che parla da solo e che non ha sorpreso nessuno quando Roma e Milan hanno iniziato a corteggiarlo con insistenza nelle ultime settimane.
L'ATALANTA GUARDA AVANTI - A Zingonia il futuro si chiama già Cristiano Giuntoli, con la firma fino al 2030 già in dirittura d'arrivo, e Maurizio Sarri in panchina. Una rivoluzione totale che si innesta su fondamenta solide, quelle che D'Amico ha contribuito a costruire stagione dopo stagione. Grazie Tony: per il lavoro, per la discrezione, per l'Europa League. Bergamo non dimentica.
Quattro anni, un trofeo europeo, e un addio da grande famiglia. Il miglior finale possibile per un ciclo che ha cambiato la storia dell'Atalanta.
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