GRECIA-ITALIA 0-1 (p.t. 0-1)
18' P.Esposito
DONNARUMMA, voto 6,5
Nella prima frazione è quasi un ospite illustre: la retroguardia azzurra lo tiene al riparo, e lui presidia i pali con l'autorità silenziosa di chi non ha bisogno di complicarsi la vita per dimostrare chi è. Nella ripresa, quando la Grecia fiuta il sangue dopo l'espulsione, si trasforma: al 89' intuisce la traiettoria di Pavlidis appena entrato e devia in angolo con il riflesso di un portiere che gioca a un livello completamente diverso da questo. Guida i suoi con la voce nei minuti conclusivi, tenendo l'undici in dieci uomini aggrappato al vantaggio. Autorevole.
AHANOR, voto 6
Honest Ahanor occupa la corsia destra con la grinta di chi è cresciuto a pane e duelli. Fisico, presenza, attitudine: il classe 2008 dell'Atalanta non è in campo per fare sfoggio di tecnica raffinata, ma per marcare il territorio e difendere la linea. Ci riesce con discreta continuità, soffrendo meno di quanto ci si aspettasse in un ruolo che non è esattamente il suo habitat naturale. Qualche imprecisione nella lettura dei movimenti avversari e una certa difficoltà a spingere con incisività nella fase offensiva, ma per un diciottenne alla prima da titolare in Nazionale maggiore il bilancio è accettabile. Promessa.
Dal 46' MANE, voto 6
Gestisce al meglio e dà temperamento alle sortite offensive dei padroni di casa. Voglioso
COMUZZO, voto 6
Imposta con ambizione dalla difesa, cercando verticalizzazioni che non sempre trovano il bersaglio ma rivelano un'interpretazione moderna del ruolo. Forma con Chiarodia una coppia equilibrata: lui è il cervello del reparto, quello che prova a far partire il gioco basso. La sera si chiude per infortunio al polpaccio al 55', uscita che spezza un contributo comunque sufficiente. Volenteroso.
Dal 55' REGGIANI, voto 4,5
Debutto in azzurro da far sparire nel cassetto. L'avvio è incoraggiante, il ragazzo sembra a proprio agio, poi al 68' sbrana il momento con un fallo da ultimo uomo su Douvikas lanciato a rete: rosso diretto, Italia in dieci per oltre venti minuti di resistenza. Un errore di valutazione che pesa come un macigno sulla prestazione intera, qualunque cosa possa aver fatto di buono nei tredici minuti precedenti. Disastroso.
CHIARODIA, voto 6,5
Ogni volta che la Grecia trova lo spazio per puntare l'area azzurra, è il difensore del Borussia Mönchengladbach a chiudere la porta. Al 22' anticipa Douvikas in uscita su un contropiede che sarebbe stato pericoloso, poi cancella con puntualità le sortite di un tridente greco mai davvero incisivo ma costantemente presente. Legge le situazioni con una maturità che non appartiene alla sua età: scivolamenti difensivi puliti, nessun tentativo forzato di intervento. La serata più eloquente della difesa azzurra è la sua. Precoce.
BARTESAGHI, voto 6
Il terzino del Milan percorre il suo binario con ordine senza mai sfondare il muro del compitino. Copre, tiene posizione, non si espone a rischi inutili: un profilo che garantisce equilibrio ma non produce quasi mai la giocata che accende la platea. Nella fase offensiva resta ai margini, vittima anche di una struttura che preferisce la solidità alla spinta. Ordinato.
PISILLI, voto 6
Delle due mezzali azzurre è quella con il coraggio di proiettarsi, di abbinare alla fase di interdizione qualche inserimento negli spazi. Al 13' impegna la difesa greca con un tentativo da fuori area, al 61' arriva pericolosamente nell'area avversaria su imbucata di Lipani. Non sempre i tempi sono precisi, e nella ripresa cala con l'inerzia della gara che cambia, ma la volontà di incidere lo distingue dal resto del centrocampo. Intraprendente.
LIPANI, voto 6
Prende il giallo al 39' frenando un Tzolis ispirato: un fallo necessario, il tipo di sacrificio che un centrocampista di gestione deve fare. Per il resto, si muove nel solco della sufficienza con la coerenza di chi non commette errori vistosi ma non lascia neanche tracce indelebili. Nella ripresa, al 61', serve l'imbucata che innesca l'azione di Pisilli: l'unico squarcio di qualità che si concede. Lineare.
Dal 74' DAGASSO, voto 6
Entra per rilevare un ammonito e non tradisce il compito: porta freschezza e dinamismo alla linea mediana nel momento in cui l'Italia deve gestire l'inferiorità numerica. Quantità senza sfarzo. Utile.
NDOUR, voto 6
La versione di stasera è meno esplosiva rispetto ad altre uscite: manca il guizzo offensivo, l'inserimento verticale che sa fare e che lo distingue. Svolge il lavoro di filtro con discreta applicazione, ma resta in ombra rispetto alle proprie possibilità. Partita da sei pieno, né sufficienza di fortuna né rimpianti profondi. Anonimo.
KOLEOSHO, voto 6,5
Inizia a destra, poi nella ripresa Baldini lo sposta a sinistra: in entrambe le posizioni, è una presenza costante e scomoda per la difesa ellenica. Al 30' costringe Hatzidiakos a un intervento provvidenziale, al 48' centra la traversa da posizione ravvicinata su servizio di Fini in apertura di ripresa. L'applicazione difensiva è altrettanto apprezzabile: non si risparmia in fase di non possesso, copre le spalle al terzino, riaggressa con tempismo. Una delle prove più complete della serata. Dinamico.
Dal 87' FATICANTI, SV
PIO ESPOSITO, voto 7
Il nodo che scioglie tutto. Dopo il gol al Lussemburgo, il centravanti dell'Inter si conferma l'uomo sul quale questa Italia giovane si appoggia quando le cose si fanno serie. Al 18' riceve in area da Ekhator, controlla, calcia: la deviazione di Hatzidiakos beffa il portiere, ma il merito è tutto suo per la posizione intelligente e il tempismo dell'attacco al pallone. Non è solo il gol: è il lavoro sporco dietro le punte, le sponde, le attese col corpo per raccogliere i secondi palloni. Un riferimento credibile per chiunque voglia costruire qualcosa attorno a questa generazione. Decisivo.
Dal 87' CAMARDA, SV
EKHATOR, voto 6,5
Ripaga la fiducia con generosità e qualità: al 4' impegna già Vlachodimos di destro, poi crea e si muove con continuità nella trequarti greca. È suo l'assist per il gol di Pio Esposito al 18', un suggerimento preciso che nasce da uno smarcamento preventivo ben congegnato. Nella ripresa lascia il posto a Fini, ma la sua mezz'ora abbondante era già sufficiente a lasciare il segno. Propositivo.
Dal 46' FINI, SV
Dal 74' FAVASULI, voto 6
Entra sulla destra e si fa notare subito: al 86' rientra sul mancino e costringe Vlachodimos alla deviazione in angolo con un tiro che aveva la traiettoria giusta. Impatto positivo, presenza concreta negli ultimi venti minuti di una gara complicata dall'inferiorità numerica. Vivace.
BALDINI, voto 7
Due partite, due vittorie, un'identità di gioco riconoscibile: il ct ad interim porta a casa il doppio risultato con una squadra costruita sui giovani, senza la scorciatoia dei senatori. La scelta di schierare Ahanor titolare a Creta è coraggiosa e dice qualcosa sulla sua visione. La gestione dei cambi nella ripresa, con l'Italia in dieci uomini dal 68' in poi, è ordinata e attenta: abbassa il baricentro senza rinunciare alla compattezza, lasciando respirare pochi spazi all'assalto greco. L'unica ombra è l'uscita di Reggiani, ma quella è gestione del campo, non di panchina. Ora spetta alla Federazione decidere se questo progetto merita continuità. Convincente.
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