90' sul cronometro, pochi secondi per entrare e firmare una pagina di storia personale. Honest Ahanor ha bagnato il suo debutto nella Nazionale maggiore nella vittoria per 1-0 sull'Lussemburgo, entrando nel finale al posto di un compagno di squadra. Un momento atteso, costruito passo dopo passo, che corona un percorso umano e sportivo fuori dal comune per il difensore centrale dell'Atalanta, classe 2008.
UNA STORIA CHE PARTE DA LONTANO - Nato ad Aversa da genitori nigeriani, Ahanor è arrivato a Genova da bambino, crescendo vicino all'Abbazia di San Nicolò del Boschetto di Cornigliano. Lì ha mosso i primi passi con un pallone tra i piedi, poi la cantera del Genoa ha fatto il resto, affinando un talento grezzo ma già evidente. La cittadinanza italiana, ottenuta nel marzo scorso poche settimane dopo aver compiuto diciotto anni, ha aperto la strada alla convocazione azzurra. Solo due mesi prima aveva esordito con l'Under 21, sempre sotto la guida di Silvio Baldini. La Nazionale maggiore è arrivata dopo una manciata di settimane: una scalata che racconta la velocità di un ragazzo che brucia le tappe senza sembrare mai in affanno.
L'ATALANTA, IL SALTO DI QUALITÀ - Il trasferimento a Bergamo nell'estate del 2025 per circa sedici milioni di euro ha certificato la statura di un profilo già riconosciuto come tra i più interessanti della sua generazione. In nerazzurro Ahanor ha collezionato oltre venti presenze nella stagione appena conclusa, alternando qualità e qualche inevitabile passaggio a vuoto tipico di chi è ancora in costruzione. Fisico imponente per l'età — centottantaquattro centimetri, piede mancino — e una progressione palla al piede che ricorda difensori moderni di fascia alta: la Dea lo ha preso sapendo di lavorare su un materiale pregiato. Il debutto in Champions League già a settembre, nella sconfitta di Parigi contro il PSG, aveva detto molto sulla fiducia che la società riponeva in lui. Il debutto di stasera è la conferma di una traiettoria ascendente come poche se ne vedono nel calcio italiano.
INÁCIO, IL RIMPIANTO DI ZINGONIA - Quella di Ahanor non è stata l'unica prima volta della serata con radici bergamasche. Al suo fianco nel libro dei debuttanti azzurri c'è anche Samuele Inácio, attaccante del Borussia Dortmund e figlio dell'ex centravanti Inácio Piá — che in Serie A ci aveva giocato davvero. Nato a Bergamo il 2 aprile 2008, Samuele ha trascorso quasi un decennio nelle giovanili dell'Atalanta prima che, nell'estate del 2024, il club giallonero lo strappasse a parametro zero in un'operazione che ha lasciato strascichi aperti, con il presidente Luca Percassi che non ha mai nascosto il proprio disappunto per una vicenda portata davanti alla FIFA — come già raccontato in dettaglio nell'approfondimento dedicato a Samuele Inácio e il rimpianto di Zingonia. In Bundesliga Inácio ha già trovato il primo gol e la fiducia dell'allenatore Niko Kovač: una crescita che avrebbe fatto comodo alla Dea, e che invece è diventata patrimonio dei gialloneri.
UNA SERATA AZZURRA CON TINTE NERAZZURRE - Sedici esordii in una sola amichevole: il CT ad interim Baldini ha scelto di gettare nella mischia una generazione intera, dopo il fallimento della qualificazione mondiale. In questo contesto, il fatto che due dei protagonisti della serata portino — in modi diversi — i segni di Zingonia non è una coincidenza, ma la riprova della qualità del lavoro che l'Atalanta svolge nel proprio settore giovanile. Ahanor è ancora qui, in nerazzurro, pronto a crescere; Inácio se n'è andato, e stasera lo si è visto in maglia azzurra, nella stessa spedizione di Ahanor e Palestra voluta da Baldini per costruire la nuova Italia.
ORA LA GRECIA - Domenica il gruppo azzurro si sposta a Heraklion per la seconda amichevole contro la Grecia. Ahanor avrà probabilmente un'altra occasione per mettere minuti nelle gambe con la maglia della Nazionale maggiore. Per un ragazzo che tre mesi fa ha ottenuto la cittadinanza e due mesi fa ha esordito con l'Under 21, ogni momento in azzurro è un capitolo nuovo di una storia che ha ancora tutto da scrivere — e che a Bergamo seguono con l'orgoglio di chi sa di aver contribuito a costruirla, come documentato già in occasione della prima convocazione in Nazionale maggiore per Ahanor.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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