Il calcio è fatto di attimi che cambiano le carriere. Lorenzo Bernasconi corre veloce, brucia le tappe e, nel momento più delicato della stagione, si trasforma da promessa dell'Under 23 a risorsa imprescindibile per l'Atalanta dei grandi. Meno di tre mesi fa assaggiava la Serie A per cinque minuti contro il Lecce, martedì sera ha guardato negli occhi i campioni del mondo del Chelsea senza abbassare lo sguardo. Ora, con l'infermeria che presenta un conto salato per la corsia destra, il destino bussa prepotentemente alla porta del talento cresciuto in casa: è arrivato il suo momento.
EMERGENZA E OPPORTUNITÀ - La sfortuna che si è abbattuta su Raoul Bellanova è la classica sliding door. La lesione tra il primo e il secondo grado al bicipite femorale destro terrà la freccia nerazzurra ai box per circa 30-40 giorni, aprendo un vuoto tattico che richiede risposte immediate. La risposta, però - scrive e approfondisce stamane La Gazzetta dello Sport -, Palladino ce l'ha già in casa e porta il nome di Bernasconi. La sua duttilità e la freschezza atletica diventano ossigeno puro per uno scacchiere che ha bisogno immediato di affidabilità, trasformando l'emergenza in una vetrina per l'ennesimo prodotto del vivaio.
LA NOTTE DELLA STELLA - Contro i Blues di Maresca non è stata una semplice apparizione, ma una consacrazione. Schierato a sorpresa dal primo minuto in una gara da dentro o fuori, il laterale mancino ha dominato la fascia con una personalità che stona con la sua carta d'identità. Solidità, corsa e applicazione: doti che fino all'anno scorso esibiva sui campi difficili della Serie C e che ora ha traslato con naturalezza sul palcoscenico della Champions League. Un impatto devastante che ha convinto tutti, cancellando l'etichetta di "giovane aggregato".
L'INTUIZIONE DI JURIC, LA SCUOLA MODESTO - La sua ascesa non è casuale, ma figlia di un percorso di crescita mirato. Se Gian Piero Gasperini ne aveva intuito le potenzialità, è stato Ivan Juric a cambiare il corso della sua estate. Preferito a Palestra (mandato a farsi le ossa a Cagliari), Bernasconi ha stregato il tecnico croato in ritiro con quel mancino educato – indimenticabile il gol al volo in amichevole col Lipsia – e con un'attitudine difensiva superiore alla concorrenza. Ma le radici sono nell'Under 23, dove Francesco Modesto lo ha forgiato nel carattere e nei numeri, trasformandolo in una macchina da 3 gol e 10 assist.
LA BENEDIZIONE DI PALLADINO - Anche l'attuale tecnico, dopo un necessario periodo di studio, ha capito di avere tra le mani un diamante grezzo. La scelta di lanciarlo contro il Chelsea nasceva da un'esigenza tattica precisa – serviva un mancino puro contro gli esterni a piede invertito dei londinesi – ma la risposta è stata da veterano. «Ha fatto una grande prestazione. L'ho visto dal primo giorno: è un ragazzo serio, umile, che lavora in silenzio e va sempre forte», ha commentato Palladino, certificando la promozione definitiva.
REBUS CAGLIARI - Ora non si torna più indietro. Dopo tanta panchina, Bernasconi è pronto a prendersi la scena con continuità. Per la delicata sfida di domani contro il Cagliari, gara da vincere a tutti i costi, il ballottaggio è aperto ma pende dalla sua parte: con Zappacosta presumibilmente dirottato a destra per coprire il buco di Bellanova, Lorenzo è in pole position per presidiare la sinistra, lasciando a Zalewski il ruolo di inseguitore. L'idea Musah da laterale resta sullo sfondo, ma il presente si chiama Bernasconi.
Da Scalvini a Carnesecchi, la catena di montaggio dei Percassi non si inceppa mai. Bernasconi è solo l'ultimo capitolo di una storia bellissima, l'ennesima dimostrazione che a Zingonia sanno come costruire i campioni in casa. E per l'Atalanta, questa è la vittoria più grande.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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