Il derby di Milano si tinge di rossonero. Il Milan supera l’Inter per 3-1 nella sfida del sabato sera, valida per la decima giornata di Serie A, conquistando una vittoria pesante e infliggendo ai nerazzurri la prima sconfitta stagionale in campionato. La squadra di Amorim costruisce il proprio successo soprattutto nella prima frazione, imponendo ritmo, intensità e qualità.
Non mancano le sorprese nelle scelte iniziali, soprattutto tra le fila interiste. Chivu decide di schierare Spence dal primo minuto, al suo debutto da titolare in Serie A con i nerazzurri, preferendo Carlos Augusto a Dimarco. La scelta più inattesa riguarda però il reparto offensivo: al fianco di Thuram viene schierato Diouf, mentre Pio Esposito e Bonny partono inizialmente dalla panchina.
UN MILAN TRAVOLGENTE NEL PRIMO TEMPO - L'atmosfera sugli spalti del Meazza è quella delle grandi occasioni, con oltre 77mila tifosi pronti ad assistere a una sfida che potrebbe avere un peso importante nella corsa al campionato. Fin dai primi minuti, però, è il Milan a prendere il controllo della partita, mostrando maggiore aggressività e sorprendendo un'Inter inizialmente in difficoltà.
Il vantaggio rossonero arriva già al 4': Moreira disegna un cross perfetto per Pulisic, che anticipa tutti e con un preciso colpo di testa firma l'1-0. L'Inter fatica a reagire e, appena sei minuti più tardi, subisce anche il raddoppio. Al 10', sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Moreira inventa uno schema efficace che libera Rabiot. Il francese trova la conclusione giusta, trasformando l'occasione nel gol del 2-0.
Dopo un avvio complicato, la squadra di Chivu prova finalmente a rialzare la testa e riesce a riaprire la partita intorno alla metà del primo tempo. Ancora una volta è un calcio d'angolo a fare la differenza: Akanji prolunga il pallone e trova Bastoni, che da posizione favorevole non sbaglia e porta il risultato sul 2-1.
Il gol restituisce fiducia ai nerazzurri, mentre il Milan arretra leggermente e concede maggiore spazio agli avversari. Proprio quando l'Inter sembra poter crescere, arriva però un'altra doccia fredda. Prima dell'intervallo, Moreira si prende nuovamente la scena: su calcio di punizione, il rossonero trova una traiettoria straordinaria e firma il 3-1, chiudendo una prima frazione da assoluto protagonista.
CHIVU NON TROVA LE CONTROMISURE NELLA RIPRESA - Al rientro dagli spogliatoi ci si aspetta una reazione decisa da parte dell'Inter, chiamata a recuperare due reti per evitare la sconfitta. Chivu, tuttavia, sceglie inizialmente di non modificare l'assetto della squadra e lascia ancora in panchina Pio Esposito e Bonny.
La ripresa non regala subito la svolta attesa. Il Milan gestisce il vantaggio con ordine, mantiene il possesso del pallone e concede poco agli avversari. I nerazzurri, al contrario, faticano a trovare spazi e soluzioni offensive per mettere realmente in difficoltà la difesa rossonera.
A sorprendere è soprattutto la gestione dei cambi da parte dell'allenatore interista, che lascia trascorrere gran parte della seconda frazione senza intervenire. Le prime sostituzioni arrivano soltanto al 72', quando entrano Zielinski e Mkhitaryan. Nessuna modifica, però, riguarda ancora il reparto avanzato.
Per vedere in campo Pio Esposito e Bonny bisogna attendere l'83', quando ormai il tempo a disposizione per provare a cambiare il risultato è davvero ridotto. L'Inter non riesce a costruire una rimonta e il Milan accompagna la partita fino al fischio finale senza perdere il controllo.
IL MILAN FESTEGGIA, L'INTER INCASSA LA PRIMA SCONFITTA - La stracittadina si conclude così con un successo rossonero per 3-1. Una vittoria costruita attraverso un primo tempo di grande personalità e una ripresa gestita con attenzione, senza concedere all'Inter la possibilità di rientrare concretamente in partita.
Per i rossoneri è un'affermazione importante, che conferma il loro ottimo approccio alla sfida e regala una serata di festa ai propri tifosi. Per la formazione di Chivu, invece, arriva il primo passo falso stagionale in Serie A: una sconfitta maturata soprattutto nei primi 45 minuti e aggravata dall'incapacità di trovare le contromisure necessarie nella seconda parte del match.
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