Jonathan Rowe (classe 2003) non ha chiesto di lasciare l'Atalanta. La voce rilanciata ieri sera da Calciomercato.it, secondo cui l'esterno inglese avrebbe manifestato la volontà di cambiare squadra già nella finestra di gennaio, non trova conferme: dalle verifiche effettuate da TuttoAtalanta.com non emerge alcuna richiesta, alcun segnale di rottura, alcun malumore che possa far pensare a un cambio di direzione. L'investimento più pesante della storia nerazzurra resta un progetto in corso, non un caso.

IL RISCONTRO - Il retroscena era stato riportato ieri sera con la prudenza che merita un'indiscrezione di mercato, e oggi va archiviato come tale. Rowe lavora a Zingonia con il resto del gruppo, è in lizza per una maglia da titolare contro il Parma e la sua posizione, a due mesi dall'arrivo, è quella di un giocatore che il club considera centrale nel percorso di Maurizio Sarri. Nessun contatto con altre società, nessuna apertura a un prestito, nessuna frizione con l'allenatore o con lo spogliatoio: il quadro che risulta a questa redazione è, semplicemente, quello di un ragazzo di 23 anni concentrato sul campo.

L'INVESTIMENTO - La precisazione pesa anche per il contesto economico. Rowe è arrivato dal Bologna a fine agosto con la formula del prestito oneroso a 5 milioni e obbligo di riscatto a 30, più 5 di bonus: 40 milioni complessivi, la cifra più alta mai spesa dall'Atalanta per un singolo giocatore, davanti ai 31 di El Bilal Touré e ai 30 di Gianluca Scamacca. Un'operazione chiusa dopo un lungo braccio di ferro con i rossoblù, nel quale il giocatore aveva spinto per vestire il nerazzurro e aveva rifiutato ogni altra destinazione. Alla presentazione, sui canali ufficiali del club, aveva spiegato la scelta con parole che oggi suonano come una conferma: «Ho scelto una società molto legata ai valori della famiglia, che rispecchia i miei principi di vita».

IL CAMPO - Quello che resta aperto è il discorso tecnico, ed è un discorso legittimo. A Bologna, nella scorsa stagione, Rowe si era imposto per strappi, profondità e gol, attirando l'attenzione di mezza Serie A prima che la Dea chiudesse la corsa; a Bergamo, finora, ha alternato titolarità e panchina senza ancora lasciare il segno che il prezzo del cartellino lascia immaginare. Il 4-2-3-1 di Sarri gli chiede compiti di copertura e di dialogo con De Ketelaere che non appartengono alla sua natura di attaccante di spazio, e il ballottaggio con Elmas per lunedì racconta proprio questa fase di adattamento. Ma tra un rendimento ancora in costruzione e una richiesta di cessione c'è una distanza enorme, e l'inglese non l'ha percorsa.

LE ATTESE - L'Atalanta aspetta da Rowe quello che ha pagato: pericolosità, incisività, gol. La fiducia del club non è mai stata in discussione, e nemmeno quella del giocatore nel progetto che ha scelto a fine estate. Il resto, con una rosa dimezzata dagli infortuni e un calendario da tre partite a settimana, si costruisce con il tempo e con i minuti in campo.

Nessuna richiesta, nessun malumore, nessun caso: l'indiscrezione sul futuro di Rowe si spegne alle prime verifiche, e il titolare che non incide ancora resta l'uomo su cui Maurizio Sarri e la Dea continuano a credere.

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Sezione: Primo Piano / Data: Sab 31 ottobre 2026 alle 13:38
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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