Nel conto dei presenti e degli assenti di Firenze c'è una voce che va dalla parte giusta. Kamaldeen Sulemana è tornato a giocare una partita ufficiale all'84' di Fiorentina-Atalanta, quando ha preso il posto di Zalewski, a due mesi e mezzo di distanza dall'infortunio che lo aveva fermato in piena estate. Sei minuti più recupero, nessuna giocata decisiva, ma un segnale per un allenatore che da settimane non ha alternative sugli esterni offensivi.

LO STOP - L'infortunio risaliva all'8 agosto, nell'amichevole vinta 3-0 a Gelsenkirchen contro lo Schalke 04: una lesione di secondo grado al legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro. Un problema che ha cancellato l'intero avvio di stagione, i preliminari di Conference League contro l'Hapoel Tel Aviv e le prime nove giornate di campionato. Mercoledì la convocazione per Firenze, la prima della sua stagione, dopo che da lunedì aveva ripreso ad allenarsi parzialmente con il gruppo insieme a Scalvini, come la Dea aveva registrato con sollievo.

IL PROFILO - Esterno di velocità e strappo, Sulemana è il tipo di giocatore che nel 4-2-3-1 d'emergenza di Sarri potrebbe trovare una collocazione naturale sulla corsia, in alternativa o in staffetta con Zalewski, Elmas e Rowe. La sua caratteristica principale, l'uno contro uno in campo aperto, è ciò che alla Dea è mancato nelle partite in cui gli avversari si sono chiusi. Il condizionale resta d'obbligo: dopo uno stop così lungo, la condizione va costruita.

LA GESTIONE - Il tecnico, a Firenze, ha dichiarato di aver avuto due giocatori utilizzabili solo part-time: Scalvini, poi costretto a giocare tutta la gara, e Sulemana. Per il ghanese il percorso è quello dei minuti progressivi, con la Conference League di giovedì contro il Kairat Almaty come possibile tappa per un impiego più lungo. L'obiettivo, verosimilmente, è averlo in piena condizione dopo la sosta di novembre, quando il calendario tornerà a chiedere tre partite a settimana.

IL SIGNIFICATO - In un periodo in cui ogni giorno porta un nome in infermeria, un rientro è una notizia che vale quanto un recupero palla a metà campo. Sulemana allarga una panchina che a Firenze contava tre ragazzi del vivaio e restituisce a Sarri una scelta sugli esterni, dove finora il tecnico ha dovuto adattare chi aveva. È poco, ma in questo momento è molto.

Sei minuti al Franchi dopo ottanta giorni di terapie: per Sulemana è la fine di un tunnel, per Maurizio Sarri una delle poche voci positive di un bollettino che, nello stesso giorno, ha perso Thomas Kristensen e Gaetano.

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Sezione: Zingonia / Data: Ven 30 ottobre 2026 alle 20:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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