Bellezza raffinata, eleganza innata, modi garbati e una passione autentica per il calcio. Fabiola Parachini, classe 2002, è uno dei giovani volti di Sportitalia, dove sta vivendo la sua seconda stagione nel programma "Cartellino Rosa". Un'immagine curata, una presenza televisiva elegante e un sorriso delicato accompagnano una ragazza che, nonostante la giovane età, ha già le idee chiare sul proprio futuro. Dietro il fascino e la femminilità ci sono infatti studio, determinazione e un percorso costruito passo dopo passo, partendo dalle esperienze nelle emittenti locali fino ad approdare a una realtà nazionale. Cresciuta in una famiglia in cui lo sport ha sempre avuto un ruolo importante, ha imparato ad amare il calcio fin da bambina, frequentando gli stadi insieme ai genitori. Oggi quella passione è diventata parte integrante della sua professione, senza farle perdere di vista il sogno che coltiva da sempre: diventare una conduttrice televisiva.

In esclusiva ai microfoni di TuttoAtalanta.com, Fabiola si racconta con grande disponibilità, ripercorrendo i primi passi della sua carriera, parlando dei suoi modelli professionali e delle ambizioni future. Spazio naturalmente anche all'Atalanta di Maurizio Sarri, al momento delicato della formazione nerazzurra e alle prossime sfide contro Fiorentina e Parma.

Fabiola, partiamo da te. Ti va di raccontarti ai nostri lettori e ripercorrere il tuo percorso di studi e professionale?
«Sono nata e cresciuta a Milano, dove vivo tuttora. Ho studiato presso RCS Academy e ho conseguito un master in Digital Marketing e Social Media e da lì è iniziato il mio percorso professionale, lavorando come social media manager. È un ruolo che tuttora svolgo e nel tempo sono riuscita a collegarlo alla mia più grande passione, che è anche il mio percorso professionale, ovvero il mondo della televisione».

Quando è nata la tua passione per il mondo della televisione e per il giornalismo sportivo?
«Fin da quando ero piccola le mie passioni principali sono sempre state due: lo sport, in particolare il calcio, e il mondo dell'intrattenimento. Sono due interessi che crescendo sono andati a intrecciarsi fra di loro e quindi mi hanno avvicinata sempre di più al mondo sia della televisione che della radio, permettendomi anche di trasformare quelle che erano delle semplici passioni in una parte fondamentale della mia vita professionale e della mia carriera».

Il calcio è una passione che hai scoperto da sola oppure qualcuno te l'ha trasmessa?
«Nella mia famiglia siamo sempre stati molto sportivi, infatti fin da piccola i miei genitori mi hanno trasmesso questa passione portandomi a praticare diversi sport, dalla danza allo sci. Lo sport che ci ha sempre accomunato più di tutti, però, in realtà è proprio il calcio, che è una passione che abbiamo sempre condiviso, tant'è che fin da piccola siamo sempre andati tutti insieme allo stadio».

Come sei arrivata a Sportitalia?
«Il mio percorso professionale a Sportitalia è nato grazie a esperienze più piccole in contesti locali sia televisivi che radiofonici, che poi mi hanno permesso di muovere i primi passi in questo settore».

C'è una giornalista o una conduttrice alla quale t'ispiri particolarmente?
«Da sempre m'ispiro a Federica Masolin, che nel panorama televisivo e sportivo è una delle figure femminili che stimo maggiormente. La considero un vero e proprio esempio di professionalità, competenza ed eleganza, qualità che ovviamente ha dimostrato anche nella conduzione del Gran Galà del Calcio di quest'anno».

Sei alla tua seconda stagione di "Cartellino Rosa". Che cosa rappresenta per te quest'esperienza e quanto è importante un programma che valorizza la presenza femminile nel giornalismo sportivo?
«Cartellino Rosa rappresenta il mio primo vero esordio importante nel mondo della televisione e sono davvero grata per questa opportunità. Ringrazio in particolare il conduttore Giovanni Macrì, che ha creduto in me e mi ha dato questa possibilità. Sto vivendo con grande entusiasmo la mia seconda stagione nel programma. È un format che valorizza il ruolo delle donne nella conduzione sportiva e sicuramente contribuisce anche a dimostrare come la professionalità e la competenza non abbiano genere, dando sempre più spazio e riconoscimento alle donne di questo settore».

Veniamo all'Atalanta. Che impressione ti ha fatto quest'inizio di stagione con Maurizio Sarri in panchina?
«Per Sarri non è stato l'inizio migliore o quello che tutti noi ci aspettavamo. Sicuramente una partenza in salita, ma che andrà analizzata nel corso del campionato. Al momento è difficile esprimere un giudizio definitivo».

Quale dovrebbe essere, secondo te, l'obiettivo principale dell'Atalanta in questa stagione?
«Ritengo che l'obiettivo principale debba essere la qualificazione alle coppe europee, magari attraverso la Conference League».

I risultati continuano a non arrivare. Pensi che Sarri meriti ancora fiducia oppure potrebbe essere necessario un cambio in panchina?
«È una situazione complessa sulla quale è difficile emettere una sentenza. È chiaro che i risultati non stanno arrivando e questo potrebbe indicare una mancanza di sintonia tra l'allenatore e la squadra. Per questo motivo credo che sarà necessario prendere una decisione in tempi brevi».

Prima la Fiorentina in trasferta, poi il Parma. Che partite ti aspetti e quanto potrebbero pesare sul futuro dell'Atalanta?
«Sono sicuramente due partite difficili, soprattutto la prima in trasferta a Firenze, contro una Fiorentina che sta dimostrando segnali di crescita, come si è anche visto nella partita di domenica a San Siro con l'Inter. La sfida contro il Parma, invece, sulla carta è più abbordabile, ma molto dipenderà dal risultato e dalla prestazione della partita di Firenze».

C'è un giocatore dell'Atalanta che ti piacerebbe particolarmente intervistare?
«Mi piacerebbe intervistare Giorgio Scalvini. È un giovane talento molto promettente, che purtroppo è stato particolarmente sfortunato nei primi anni della sua carriera a causa di alcuni gravi infortuni. Adesso è vicino al rientro da un problema fisico che fortunatamente è meno serio rispetto a quelli precedenti e sarebbe interessante conoscerne meglio il percorso e le prospettive future».

Guardando al futuro, dove t'immagini tra dieci anni e qual è il sogno professionale che vorresti realizzare?
«Fin da quando sono piccola il mio sogno è diventare una conduttrice televisiva. Vorrei affermarmi sempre di più nel mondo del giornalismo sportivo e spero che un giorno avrò l'opportunità di condurre un programma tutto mio».

Infine, da appassionata di calcio, quale augurio vuoi fare all'Atalanta e ai suoi tifosi?
«Per scaramanzia preferisco non sbilanciarmi, ma sarei davvero felice di vedere l'Atalanta arrivare il più lontano possibile in Europa, in Conference League. Un saluto quindi a tutti i lettori di TuttoAtalanta.com e speriamo di vederci e risentirci presto».

Eleganza e semplicità, ambizione e gentilezza. Fabiola Parachini è una giovane donna che sta costruendo il proprio spazio nel panorama televisivo sportivo con passione, preparazione e tanta voglia di crescere. Il suo percorso è ancora agli inizi, ma la determinazione non le manca, così come la consapevolezza di quanto impegno sia necessario per trasformare un sogno in realtà. E chissà che un giorno quel programma tutto suo, immaginato fin da bambina, non possa diventare il coronamento di un cammino già intrapreso con entusiasmo.

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© foto di Sportitalia.it
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Sezione: Esclusive TA / Data: Gio 29 ottobre 2026 alle 20:00
Autore: Claudia Esposito
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