Il Milan arriva al derby di sabato con una ferita aperta. La sconfitta in casa contro il Bologna, decisa dalla tripletta di Samuel Mbangula, ha lasciato i rossoneri quinti a 18 punti, a sette lunghezze da Inter e Lazio, e ha riportato Ruben Amorim al centro delle discussioni a quattro mesi dal suo arrivo.

LE PAROLE DEL TECNICO - Ruben Amorim non ha cercato giustificazioni. A caldo, come riportato da Tuttosport, ha ammesso di aver capito «al primo minuto» che sarebbe stata una serata storta, aggiungendo che era «inutile parlare». Il giorno dopo il registro è cambiato: «Voltiamo pagina, non c'è tempo per pensare a questo ko», le parole riprese da TuttoMercatoWeb, perché sabato a San Siro arriva l'Inter e il calendario non concede pause.

IL CONTESTO - I numeri raccontano una squadra che fatica a reggere l'impegno ogni tre giorni: la lista degli indisponibili è lunga e la rosa, secondo diverse analisi, non è costruita per il doppio fronte. A questo si aggiunge l'assetto dirigenziale ancora in costruzione, con il club alla ricerca di un direttore sportivo. Le prime pagine di stamattina sono impietose: la Gazzetta si chiede dove sia il Milan, mentre Tuttosport parla di choc.

IL FILO CON BERGAMO - La serata di San Siro ha un risvolto che riguarda anche la Dea: Mbangula è l'esterno che l'Atalanta aveva seguito prima di virare su Rowe, e il confronto tra i due, come abbiamo scritto stamattina, è tornato d'attualità. Il Bologna di Raffaele Palladino, invece, ha confermato di essere una squadra che a San Siro sa fare male.

Il derby non è più una sfida scudetto. È una partita in cui il Milan deve dimostrare di avere un'identità, e il suo allenatore di avere ancora il tempo per darla.

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Sezione: Le Altre di A / Data: Gio 29 ottobre 2026 alle 18:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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