Un pareggio che vale come un piccolo passo avanti, maturato in piena emergenza e con altri due infortuni da aggiungere a una lista già lunghissima. Nella conferenza stampa dello stadio Artemio Franchi, al termine del 2-2 tra Fiorentina e Atalanta firmato da De Ketelaere, Njie, João Mario e Zalewski, Maurizio Sarri ha respinto con decisione l'ipotesi di un problema legato alla preparazione atletica, attribuendo l'ondata di stop muscolari a un calendario che tra nazionali e partite ogni tre giorni non ha lasciato spazio al lavoro. Il tecnico nerazzurro, la cui squadra arrivava dal 4-4 interno con il Frosinone, ha poi analizzato una partita aperta e godibile, ha spiegato le difficoltà nell'approccio alle due frazioni e ha rassicurato su Ederson, convinto di ritrovarlo presto al cento per cento.

Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Mister, un commento a caldo su risultato e prestazione, se la soddisfano. E poi, visto che si sono fatti male altri due giocatori, avete fatto un'analisi sulla preparazione o sul lavoro atletico quotidiano? Gli infortuni muscolari cominciano a essere tanti: può essere un problema di questa natura?
«La preparazione mi fa un po' scappare da ridere, abbi pazienza. Nell'ultimo mese e mezzo i giocatori hanno fatto venti giorni in nazionale, e poi questa è la terza settimana consecutiva con tre partite, una ogni tre giorni. Quindi, da questo punto di vista, la preparazione non è esistita, mi sembra abbastanza evidente. E molto probabilmente abbiamo pagato anche un po' questo: abbiamo lasciato qualcosa in nazionale, qualcosa alla prima partita dopo il rientro dalle nazionali, ci siamo ritrovati con una rosa ristretta, stanno giocando troppo sempre i soliti e si fanno male anche loro. La situazione è questa. Però, per essere due squadre in difficoltà, io ho visto una bella partita. È partita meglio la Fiorentina, che nell'approccio alla partita ci ha messo in difficoltà per un quarto d'ora, ma poi secondo me abbiamo creato continuamente i presupposti per essere ancora più pericolosi di quanto lo siamo stati. È stata una partita intensa, aperta, godibile, e per me, visto il momento che stiamo attraversando, è tanta roba».

Come la settimana scorsa, l'approccio al primo o al secondo tempo è sempre un po' difficoltoso e prendete subito gol: come lo valuta?
«L'approccio al primo tempo molto probabilmente dipende in parte dai meriti degli avversari e in parte da noi. L'approccio al secondo tempo è stato atipico, perché l'arbitro non rientrava, stavano cambiando l'arbitro, siamo rimasti fermi molto, molto a lungo, e probabilmente questo ci è costato qualcosa. Però è anche vero che poi gli avversari, attaccando sotto la propria tifoseria, hanno probabilmente qualche merito anche loro».

Il punto, considerate le assenze, mi sembra ottimo. Una curiosità: ha aspettato De Ketelaere, che nelle ultime due partite è rinato. Secondo lei siamo vicini a rivedere anche il vero Ederson? Lo vedo in certe situazioni, mentre Gaetano e Pasalic entrano in un certo modo e i compagni si fanno in quattro: sul gol di João Mario lo aspetta, fa un colpo di tacco senza senso, e sull'ultima occasione crolla a terra lasciando Brescianini solo davanti a Carnesecchi. Quanto manca per rivederlo?
«Secondo me non manca tanto. Ci vuole un po' di pazienza: ha vissuto un'estate molto, molto particolare e molto probabilmente, in maniera inconscia, questo gli ha pesato un po' addosso. Nelle ultime partite l'ho visto in crescita, perlomeno a livello di partecipazione e di fase difensiva, quindi penso che anche lui sia un giocatore che ritroveremo al cento per cento abbastanza velocemente».

Secca: è un punto guadagnato o sono due punti persi?
«Beh, saperlo. È una partita in cui a un certo punto poteva starci di tutto, mi sembra abbastanza evidente: dopo il 2-2 io avevo la sensazione che potessimo vincerla. Però penso che per entrambe le squadre sia un risultato da accettare e, ti ripeto, secondo me tutte e due devono essere anche contente della prestazione, perché penso che chi era a vedere la partita stasera non si sia annoiato. Questo è già tanta roba, soprattutto per noi, visto il momento che stiamo attraversando. Il momento è questo: è da sopravvivenza e non da lusso. Quindi prendiamo i punti e andiamo a casa, se ci fate partire, perché a mezzanotte chiudono».

Ironia, realismo e una difesa netta del lavoro svolto: Sarri respinge le critiche sulla preparazione, legge il pareggio di Firenze come un risultato prezioso in un momento di piena emergenza e attende con fiducia la crescita dei suoi uomini chiave, a cominciare da Ederson. In una fase che lui stesso definisce di sopravvivenza, ogni punto conta.

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Sezione: Primo Piano / Data: Gio 29 ottobre 2026 alle 23:29
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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