Nel film di Fiorentina-Atalanta ci sono due fotogrammi che riguardano Marco Carnesecchi. Il primo al 29', quando un tiro di Ndour sembra destinato all'angolo e il portiere nerazzurro lo toglie con una parata che tiene la Dea sullo 0-0 nel momento di maggior pressione viola. Il secondo al 61', quando il destro di João Mário cambia traiettoria sulla deviazione di Obrić e lo lascia senza possibilità di intervento. In mezzo, il colpo di testa di Njie sul primo palo e una serata che riassume la stagione: un portiere affidabile dietro una linea che si ricompone ogni settimana.

IL PRIMO TEMPO - L'avvio è stato il tratto più difficile per l'Atalanta, con la Fiorentina a spingere per un quarto d'ora. Mastantuono ha impegnato Carnesecchi con un destro dalla distanza, poi è arrivato l'intervento su Ndour, il più importante della serata. Senza quella parata la Dea sarebbe andata sotto prima di costruire il vantaggio, e la partita avrebbe preso un'altra direzione. È il tipo di intervento che non finisce nei tabellini, ma che a Zingonia sanno pesare.

I DUE GOL - Sul pareggio di Njie il cross di Jiménez ha trovato lo svedese libero sul secondo palo, con un inserimento che ha sorpreso la linea: il colpo di testa, angolato sul primo palo, non ha lasciato margine. Sul 2-1 la responsabilità è della sfortuna più che degli uomini: la deviazione di Obrić ha spiazzato un portiere già in movimento sulla traiettoria originaria. Due gol subiti per errori collettivi di posizione, non del numero uno.

LA SFIDA CON DE GEA - Dall'altra parte, lo spagnolo ha vinto il duello a distanza con due interventi su Krstović e De Ketelaere nel finale. Era la sfida tra portieri anticipata alla vigilia: il Franchi l'ha divisa a metà, con due prestazioni che hanno tenuto in piedi le rispettive squadre.

IL CONTESTO - Con Hien, Kossounou e Kolašinac fuori e Kristensen fermo dopo quattro minuti, Carnesecchi ha avuto davanti a sé Scalvini al rientro e Obrić, un 2006 alla sua prima stagione da titolare. La stabilità del portiere è la condizione per cui una difesa d'emergenza regga; i numeri della stagione, con la Dea che subisce più di quanto vorrebbe, dicono che il problema non è nell'ultimo uomo ma nei metri davanti a lui.

Una parata che vale un gol, due reti subite senza colpa e un rapporto con la linea che cambia ogni settimana: per Maurizio Sarri il numero uno è l'unica cosa che non deve reinventare. Lunedì, contro il Parma, servirà di nuovo un Carnesecchi così, e una difesa che gli conceda qualche tiro in meno, come chiedeva già Lorenzo Bernasconi a fine gara.

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Sezione: Serie A / Data: Ven 30 ottobre 2026 alle 18:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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