Il Parma che si presenterà lunedì alla New Balance Arena è una squadra che ha cambiato allenatore senza cambiare risultati. Alberto Gilardino, chiamato a sostituire Carlos Cuesta, ha raccolto un solo punto in quattro partite, lo 0-0 di mercoledì contro l'Udinese, dopo tre sconfitte consecutive. La classifica dice terzultimo posto a quota 5, in compagnia proprio dei friulani e della Fiorentina, e un attacco che è il peggiore del campionato con cinque reti in nove giornate.

L'ULTIMA PARTITA - Al Tardini, contro l'Udinese, i ducali hanno avuto la grande occasione e l'hanno sprecata: rigore al 69' per un tocco di mano di Abankwah, Adrián Bernabé dal dischetto e parata di Okoye. Prima e dopo, una partita di paura, con l'Udinese più pericolosa nel finale e il portiere esordiente Daffara, al debutto in Serie A, decisivo. Nel 3-5-2 di Gilardino si è distinto il difensore Troilo, mentre il reparto offensivo, con Romero e Touré titolari e Frigan dalla panchina, non ha prodotto quasi nulla.

LE PAROLE - Il tecnico non si nasconde. Dopo il pareggio, come riporta ANSA, ha fotografato la situazione senza indorarla: «Sappiamo che siamo e saremo dentro le difficoltà per tanto tempo». Una frase che smonta le ambizioni estive della società, che aveva promesso un salto di qualità nel gioco dopo la salvezza comoda della stagione passata. Lo stesso amministratore delegato Cherubini, nei giorni scorsi, aveva ammesso la delusione per un avvio sotto le aspettative.

I PROBLEMI - Il quadro raccontato dalla stampa emiliana è quello di una rosa con carenze in ogni reparto e di un allenatore che, in quattro gare, ha schierato altrettante formazioni diverse alla ricerca di un undici stabile. L'ampio turnover visto contro l'Udinese ne è la conferma. Il mercato di gennaio è lontano e i rinforzi non arriveranno in tempo per Bergamo: Gilardino deve trovare le soluzioni in casa.

IL PRECEDENTE - Eppure il Parma a Bergamo ha un ricordo recente da far valere: il 2-3 dell'ultima giornata del campionato 2024-25, con un centravanti, Mateo Pellegrino, che oggi veste la maglia della Fiorentina e che giovedì ha affrontato la Dea al Franchi. Un dettaglio che chiude il cerchio di una settimana nerazzurra passata tra avversarie in difficoltà, come aveva già anticipato l'analisi del calendario di fine ottobre.

PER LA DEA - Un avversario che segna poco è la notizia migliore per una difesa nerazzurra che subisce troppo. Ma è anche una squadra che, chiusa nel suo 3-5-2, ha concesso pochissimo all'Udinese e che a Bergamo potrebbe ripetere la ricetta: attesa, compattezza e una ripartenza. Esattamente il tipo di partita in cui l'Atalanta di questo periodo ha mostrato le sue fragilità.

Un allenatore ancora senza vittorie, un attacco spuntato e una difesa che si copre: il Parma di lunedì è un avversario abbordabile sulla carta e insidioso sul campo. Per Maurizio Sarri, che ha chiesto ai suoi di non abbassarsi dopo l'intervallo, è la prova che Davide Zappacosta e compagni non possono fallire.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Le Altre di A / Data: Ven 30 ottobre 2026 alle 13:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture