La convocazione di Giorgio Scalvini (classe 2003) per Firenze era stata accolta a Zingonia come la prima notizia buona di una settimana pessima. Il piano di Maurizio Sarri era prudente: panchina, minuti nel finale se necessario, nessuna forzatura per un giocatore reduce da una distrazione ai flessori. Il piano è durato meno di cinque minuti. Lo stop di Thomas Kristensen lo ha chiamato in campo quasi subito e Scalvini ha giocato tutta la partita, uscendo dal Franchi come una delle note positive del 2-2.

IL PERCORSO - Il difensore si era fermato il 12 ottobre, nella gara interna con il Venezia, per un problema muscolare alla coscia sinistra. Sedici giorni dopo, lunedì scorso, era tornato ad allenarsi parzialmente in gruppo insieme a Sulemana, come la Dea aveva registrato con sollievo. La prudenza dello staff era comprensibile: in un reparto che aveva già perso Hien, Kossounou e Kolašinac, l'ultima cosa da fare era bruciare l'unico centrale di esperienza rimasto.

LA PARTITA - Scalvini ha preso il posto di Kristensen accanto a Relja Obrić (classe 2006), formando una coppia che fino a un mese fa non era nei pensieri di nessuno. La Fiorentina ha spinto nel primo quarto d'ora, poi la linea ha trovato misura. Nella ripresa i due gol subiti sono nati da un inserimento sul secondo palo e da una deviazione sfortunata del compagno: non episodi che pesano sul suo conto. La tenuta fisica su novanta minuti, dopo due settimane di stop, è il dato che a Zingonia interessa di più.

IL SIGNIFICATO - Il rientro di Scalvini cambia la geometria della difesa a quattro che Sarri ha scelto come assetto d'emergenza. Con Kristensen di nuovo in dubbio, il nerazzurro è oggi l'unico centrale con un passato da titolare in Serie A a disposizione, e la sua presenza decide se lunedì contro il Parma ci sarà un reparto o un'altra formazione da inventare. Non è un caso che Lorenzo Bernasconi, a DAZN, abbia parlato di una difesa che «perde pezzi» ma che non cerca scuse: la risposta di Scalvini è la prova concreta di quel discorso.

In una serata nata con un presagio, il ragazzo di Chiari ha rimesso ordine senza fare rumore. Per Maurizio Sarri, che aspetta le risposte dell'infermeria su Thomas Kristensen, è la certezza da cui ripartire.

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Sezione: Primo Piano / Data: Ven 30 ottobre 2026 alle 08:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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