In un momento in cui il tecnico conta gli assenti, sono i giocatori a prendersi la responsabilità. Dopo Fiorentina-Atalanta 2-2, Davide Zappacosta e Lorenzo Bernasconi hanno parlato con lo stesso tono: niente scuse, nessuna lamentela sull'infermeria, un difetto riconosciuto e un impegno preso in pubblico. Lo spogliatoio nerazzurro esce da Firenze con un punto e con la consapevolezza di aver lasciato per strada qualcosa.

ZAPPACOSTA - Il più esperto del gruppo ha scelto la via dell'autocritica. Ai microfoni di DAZN il terzino ha individuato il momento della svolta negativa: «Ci siamo abbassati troppo, come domenica scorsa». Un rimando diretto al 4-4 con il Frosinone, dove la Dea aveva dilapidato il vantaggio nello stesso modo. Zappacosta, già in conferenza dopo quella gara, aveva parlato di una squadra alla quale manca «un po' di personalità nei momenti importanti», aggiungendo che i giocatori sono i primi a voler cambiare le cose. A Firenze ha ripetuto il concetto sotto altra forma: la squadra doveva reggere di più, ha lasciato il pallino in mano ai viola.

BERNASCONI - Il giovane terzino ha aggiunto un tono quasi perentorio. A DAZN ha giudicato il risultato «stretto» e ha riconosciuto il blackout a inizio ripresa come un errore già visto: «È stato come col Frosinone. Non va bene». In conferenza stampa ha fissato la regola per le prossime partite: non si può rientrare così dagli spogliatoi. E sull'emergenza, che la difesa vive più di tutti, ha chiuso la porta a ogni giustificazione: «Perdiamo pezzi ma non troviamo alibi».

IL LAVORO - Bernasconi ha anche raccontato il rapporto con Sarri, descrivendo un allenatore che lo sta formando nella linea a quattro con compiti difensivi precisi, senza togliergli libertà quando la squadra attacca. È un dettaglio che spiega il momento: in un gruppo decimato, i giovani stanno imparando il mestiere in corsa, e le parole dopo Firenze suonano come quelle di chi ha capito di dover crescere in fretta.

IL CONTESTO - Le dichiarazioni di Firenze arrivano a una settimana dai fischi della New Balance Arena e dallo striscione comparso a Zingonia, che chiedeva grinta e responsabilità. La risposta dei giocatori, nei toni e nei contenuti, va in quella direzione: la squadra resta schierata con il suo allenatore e si assume il peso degli errori. Che poi i fatti seguano le parole è la domanda da lunedì.

Un punto che sta stretto, un difetto riconosciuto da tutti e una promessa pubblica. Per Maurizio Sarri, che ha difeso i suoi anche nelle serate più difficili, le voci di Lorenzo Bernasconi e Zappacosta sono la conferma di uno spogliatoio che non si è sfilato.

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Sezione: Interviste / Data: Ven 30 ottobre 2026 alle 06:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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