Quattro minuti e una mano sul flessore. L'avventura di Thomas Kristensen (classe 2002) all'Atalanta rischia di fermarsi di nuovo proprio nel momento in cui il difensore stava diventando un titolare per necessità. Il danese ha lasciato il campo del Franchi all'inizio di Fiorentina-Atalanta dopo un contrasto, ha provato a restare in piedi e poi si è arreso, consegnando a Giorgio Scalvini un posto che non doveva ancora essere suo. Oggi è il giorno degli accertamenti.

COSA È SUCCESSO - La dinamica è quella tipica dei problemi muscolari della coscia posteriore: un rilancio, un colpo, il dolore immediato. Kristensen ha tentato di proseguire per qualche secondo, poi ha chiesto il cambio. Maurizio Sarri, a fine gara, non aveva ancora un quadro clinico e lo ha detto senza giri di parole ai microfoni di DAZN: non aveva parlato con il medico e la situazione, a suo giudizio, diventa «sempre più complicata». L'entità dello stop dipenderà dagli esami strumentali.

IL PRECEDENTE - Arrivato in estate dall'Udinese, Kristensen aveva già pagato un pedaggio alla sfortuna: una distorsione alla caviglia sinistra a fine agosto, smaltita in un paio di settimane per tornare disponibile a settembre. Da allora, con l'infermeria sempre più piena, si era ritagliato spazio fino a diventare, nelle ultime settimane, la coppia obbligata con Obrić al centro della difesa. Il nuovo infortunio arriva nel punto più delicato della sua stagione, quando l'emergenza aveva ristretto le scelte del tecnico a un reparto senza alternative.

IL REPARTO - I numeri raccontano il resto. Tra i centrali mancano già Hien, Kossounou e Kolašinac, quest'ultimo fermato a metà ottobre da un problema muscolare con una prognosi di qualche settimana. Senza Kristensen, Sarri avrebbe a disposizione Scalvini, appena rientrato, e Relja Obrić (classe 2006), oltre ai ragazzi del vivaio aggregati per la trasferta di Firenze. Per la gara di lunedì contro il Parma, alla New Balance Arena, la coppia centrale sarebbe di fatto decisa dalla sorte prima che dalla tattica.

LO SCENARIO - Il tecnico ha respinto in conferenza stampa l'idea che la sequenza di stop dipenda dalla preparazione, legandola invece alle nazionali e alle tre partite a settimana che hanno costretto sempre gli stessi uomini a giocare. Il caso Kristensen rientra in pieno in quella lettura: un difensore chiamato a non riposare mai, in un mese che non lascia respiro.

Oggi gli esami, poi il verdetto. Per Maurizio Sarri e per una difesa che ha appena ritrovato Giorgio Scalvini, il responso sul danese dirà se lunedì si giocherà con un reparto o con un'altra formazione da inventare.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Zingonia / Data: Ven 30 ottobre 2026 alle 07:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture