C'è un momento preciso in cui l'Atalanta smette di essere padrona delle sue partite: il rientro dagli spogliatoi. Domenica, con il Frosinone, il 4-4 è nato da una squadra che non ha saputo gestire il vantaggio; giovedì, a Firenze, il 2-2 è passato per due gol subiti tra il 53' e il 61'. Due gare consecutive, la stessa dinamica, un difetto che i giocatori riconoscono e che il tecnico legge in modo diverso.

I FATTI - Al Franchi la Dea è rientrata in campo sull'1-0 di De Ketelaere e ha concesso quasi subito il colpo di testa di Njie, poi la giocata di João Mário deviata da Obrić. Sette minuti e una partita capovolta. Con il Frosinone, una settimana prima, i cambi di scena erano stati ancora più frequenti, tanto che otto gol avevano lasciato soprattutto rimpianti. Il filo che unisce le due serate è la perdita di controllo nei minuti successivi all'intervallo.

LO SPOGLIATOIO - I giocatori non hanno cercato scuse. Davide Zappacosta, a DAZN, ha indicato il problema con precisione: «Ci siamo abbassati troppo, come domenica scorsa». Lorenzo Bernasconi, allo stesso microfono, ha ammesso di non avere una spiegazione, ma ha fissato il principio: «Non dobbiamo più entrare così». E ha collegato le due partite senza mezzi termini: «È stato come col Frosinone. Non va bene». Parole che raccontano un gruppo consapevole, ma ancora senza una soluzione.

IL TECNICO - Sarri ha rifiutato il parallelo. A DAZN ha risposto che, a suo giudizio, i due episodi non hanno nulla in comune: a Firenze l'approccio è stato condizionato dal cambio dell'arbitro e dalla lunga attesa prima della ripresa, oltre che dalla spinta dei viola verso la propria curva. In conferenza ha aggiunto che la responsabilità va divisa: in parte meriti degli avversari, in parte demeriti propri. Una lettura che non nega il problema, ma lo colloca nel contesto.

IL NODO - Al di là delle spiegazioni, il dato tecnico resta: una squadra in emergenza, con una difesa a quattro assemblata di settimana in settimana, fatica a reggere la pressione nel momento in cui l'avversario rientra con più energia. L'abbassamento del baricentro di cui parla Zappacosta è il sintomo di una linea che arretra per paura di scoprirsi, e di un centrocampo a corto di uomini che non riesce a tenere la palla lontana dalla propria area.

Due partite e due vantaggi dilapidati sono un campanello che a Zingonia nessuno finge di non sentire. Lunedì, contro il Parma, il primo quarto d'ora della ripresa sarà la vera prova per Maurizio Sarri e per una squadra che, nelle parole di Lorenzo Bernasconi, ha smesso di cercare alibi.

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Sezione: Zingonia / Data: Ven 30 ottobre 2026 alle 11:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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