Mario Pašalić (classe 1995) è la risposta che l'Atalanta ha a disposizione per una domanda che non voleva porsi: chi gioca in mezzo al campo quando mancano due dei tre centrocampisti di ruolo. Entrato al 58' di Fiorentina-Atalanta al posto di Gianluca Gaetano, il croato è destinato a ripartire dal primo minuto lunedì contro il Parma, accanto a Éderson, nel cuore di un 4-2-3-1 che non ammette più rotazioni.

IL CONTESTO - La mediana nerazzurra si è assottigliata in due settimane. Prima Franck Kessie, fermato a metà ottobre da una distrazione al polpaccio destro; poi Gaetano, che al Franchi si è portato la mano sulla coscia e ha lasciato il campo con una distrazione agli adduttori. Restano Éderson, Pašalić e Lazar Samardžić, che Sarri ha provato come interno già in estate ma che finora ha avuto un ruolo da alternativa. La coppia per il Parma, dunque, si compone da sola.

IL PROFILO - Pašalić non è un mediano puro e non lo è mai stato: la sua forza è l'inserimento, il tempo per arrivare in area, la capacità di leggere la seconda palla. Nel sistema sarriano, però, al centrocampista a due si chiede di coprire il campo davanti alla difesa, di gestire il pallone sotto pressione e di non lasciare scoperti i centrali. Un compito che il croato ha già svolto in autunno, nelle partite in cui Sarri ha scelto il doppio mediano, e che adesso diventa un obbligo.

LA LEADERSHIP - C'è un aspetto che va oltre la tattica. Pašalić è il giocatore più longevo del gruppo e, nelle parole di Sarri, uno di quelli che possono indossare la fascia quando Éderson esce. In una squadra giovane per necessità, con un centrale del 2006 e un terzino del vivaio in campo, la sua esperienza è un valore che non si misura in intercetti.

Da jolly a titolare obbligato: lunedì la mediana senza ricambi di Maurizio Sarri si affida a Pašalić, e alla fatica di un momento da sopravvivenza.

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Sezione: Zingonia / Data: Sab 31 ottobre 2026 alle 07:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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